Cantù attende Brindisi per ripartire in campionato

Dopo la serie negativa di tre sconfitte tra campionato ed Eurolega,  la chebolletta Cantù torna tra le mura del Pianella per la quarta giornata di andata di serie A, ospite la neopromossa Enel Brindisi di coach Piero Bucchi, reduce dalla prima vittoria stagionale, domenica scorsa in casa contro Cremona, dopo le sconfitte a Siena e quella interna, al supplementare, contro Varese.

La squadra pugliese conta su di un backcourt formato dalla coppia Usa Jonathan Gibson e Scottie Reynolds. Il primo, combo guard prodotto di New Mexico State, viene da un anno in Turchia al Trabzonspor, approdando a Brindisi lo scorso Maggio per i playoff di Legadue, dove ha prodotto 24,6 punti di media con il 50% da tre in 10 partite giocate. Reynolds, uscito nel 2010 da Villanova, ebbe un brevissimo passaggio a Veroli (solo 4 gare giocate), prima di passare un anno in D-League (a Springfield insieme a Jerry Smith) ed uno in Turchia, all’Antalya Kepez (18,3 punti e 4,4 assist di media). E’ un play dal fisico solido (188cm per 95kg), dotato di ottima visione di gioco e grandi qualità tecniche, mai venute fuori completamente finora nella carriera post-NCAA. Un giocatore che propone un matchup interessante con il pari ruolo biancoblu, Jerry Smith, apparso questionabile sul piano del rendimento e della leadership nelle ultime uscite, così come il suo backup Tabu.

In ala piccola Brindisi schiera l’ex di Milano e Biella, Jeff Viggiano. Chiusa a Treviso la scorsa stagione, l’americano di passaporto italiano riparte da Brindisi con un chiaro ruolo di titolare, onorato nelle prime tre gare con quasi 12 punti di media, oltre alle consuete qualità atletiche e difensive, che gli saranno utili contro Aradori (11,3 di media, ma il 25% dall’arco fin qui) e Markoishvili (16 con 5 rimbalzi e 3 assist nel loosing effort di Sassari), principali terminali offensivi del reparto esterni di Trinchieri.

La coppia sotto i tabelloni è formata dall’ala grande Antywane Robinson, anche lui in arrivo dalla Turchia (Erdemir Zonguldak), e dal centro Jerai Grant, prodotto di Clemson e reduce da una stagione ‘down under’, ai Sidney Kings in Australia. Robinson è giocatore di discreta esperienza europea (4 stagioni in Francia, tra Orthez e Chalet), non particolarmente avvezzo al tiro perimetrale, ma solido nel pitturato (10,3 punti e 5,3 rimbalzi le sue medie attuali). Grant, classe’89, è un centro leggero (203cm per 100kg) e verticale, non molto tecnico, ma certamente atletico il giusto per creare fastidi in vernice ai lunghi avversari. Ha prodotto 5,7 punti con 3,3 rimbalzi in 15 minuti di impiego, dividendo il ruolo con l’altro centro Usa (di passaporto bulgaro) Cedric Simmons, più stazzato ed esperto, che contribuisce alla causa con 7,7 punti e 6,7 rimbalzi in poco più di 20 minuti di utilizzo medio.

Lo scontro in vernice è l’altro tema tattico caldo per Cantù, reduce dalle due partite di Eurolega dove è andata sotto pesantemente in questo fondamentale, per mano di Baynes contro Lubiana e del colosso Schortsanitis Giovedì sera ad Atene. Trinchieri attende risposte da Cusin, in chiaro calo, come approccio oltre che come rendimento,  nelle ultime uscite, mentre Tyus (12,3 con 5,3 rimbalzi e 1,3 stoppate in serie A), che ha denunciato limiti strutturali rispetto ai giganti europei, dovrebbe poter far valere le proprie qualità atletiche contro il reparto lunghi di Bucchi. Attuale anche la questione Maarty Leunen, troppo brutto per essere vero nella striscia perdente biancoblu dell’ultima settimana.

Dalla panchina brindisina esce una pattuglia di onesti lavoratori del parquet, rispetto alle rotazioni nettamente più lunghe e qualitative di Cantù, formata da Fultz, Ndoja e Formenti. Il play nativo di Lisbona, in arrivo da due stagioni a Teramo, integra le rotazioni degli esterni, insieme alla guardia ex-Cremona, mentre l’ala albanese, dopo due ‘virgole’ nelle prime due giornate, ha prodotto 13 punti in 22 minuti con 3/4 dai 6,75 nella vittoria contro la Vanoli.

A livello tattico per la chebolletta sarà importante ritrovare il controllo del ritmo partita, sviluppando appena possibile la propria transizione, aspetto del gioco carente a Sassari ed ancor più ad Atene, limitando quelle palle perse, anche banali, causa primaria della sconfitta in Sardegna. Così come fondamentale sarà la circolazione di palla, farraginosa e sporcata da troppi isolamenti, per costruire tiri aperti dal perimetro (solo 4/19 contro la Dinamo) senza i quali la squadra non riesce a dispiegare il proprio notevole potenziale.

Brindisi si presenta qui nello scomodo ruolo di agnello sacrificale sull’altare del rilancio canturino, ma può ambire a stare in partita fino all’ultimo quarto, dove possiede giocatori con punti e soluzioni nelle mani per provare il colpaccio. Nei quattro precedenti Cantù vanta 3 vittorie ed una sconfitta, con l’1-1 nel lontano 1982, mentre due stagioni fa la squadra di Trinchieri si impose in entrambe le occasioni, pur soffrendo 71-73 al PalaPentassuglia.

Il coach canturino, Andrea Trinchieri, presenta così l’avversaria di giornata: “Brindisi  è una squadra molto aggressiva e veloce. Ha in Gibson il giocatore più difficile da curare, ma ha comunque una trazione posteriore notevole che annovera, oltre a lui, Reynolds, Viggiano e Fultz, che per l’Enel è una aggiunta importante dalla panchina. Gli esterni realizzano tanti punti anche perché Robinson, Grant e Simmons, sono sicuramente lunghi di valore, solidi e fisici. Certamente dovremo avere un occhio di riguardo per Gibson, ma Brindisi è la tipica formazione che, se ti concentri solamente su una cosa, ti punisce con un altro giocatore. Dovremo disputare una partita di grande aggressività fisica ed emotiva”.

Palla a due alle 18.15 con diretta locale su Studio 100 tv. Arbitri i signori Sahin, Filippini e Caiazza.

Stefano Mocerino

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