Cantù, a Roma il primo insidioso test in trasferta

Vigilia della seconda di campionato per la chebolletta Cantù, in casa della Virtus Roma di coach Calvani, capace di espugnare domenica scorsa il campo della Scavolini Pesaro, altra piazza storica del nostro basket che ha attraversato una crisi profonda durante l’estate. La stessa società capitolina, infatti, era giunta ad un passo dalla scomparsa, poi ‘salvata’ dalla decisione del presidente Toti di affrontare un’altra stagione da owner.

Il roster assemblato per la Serie A ’12/’13 ruota intorno alla figura di Gigi Datome, rimasto in giallorosso accettando una riduzione di ingaggio. L’ala della Nazionale, 14,1 punti con il 43,2% da tre e 5 rimbalzi di media la scorsa stagione, si è resa subito protagonista domenica, con una prova da 16 più 4 rimbalzi e 4 recuperi in 28’ sul parquet. Assieme a lui un Lorenzo D’Ercole uscito dalla panchina per scrivere 17 punti a referto, con un letale 5/6 dall’arco, il migliore tra le guardie di Calvani, che può contare, per lo starting five, sui due Usa Phil Goss e Jordan Taylor. Il primo (8 più 5 recuperi contro la Scavolini) proviene da Varese, 12 presenze nella parte finale dello scorso campionato chiuse a 12,3 punti e 3,8 assist a sera, dopo aver iniziato la stagione all’Asvel Villeurbanne, Pro A francese, con 9,1 punti ed il 35,5% da tre in 22 partite.

Il secondo è una point guard di 185cm, appena uscito da Wisconsin, alla prima stagione da professionista, bagnata all’Adriatic Arena con cifre invero non esaltanti (4 punti con 2/9 dal campo). Con la maglia dei Badgers ha fatto però ottime cose (tra le cifre più sorprendenti, solo 79 perse in 71 partite in carriera di Big10 conference) con 14,8 punti e oltre 4 assist di media nell’anno da senior, raggiungendo le Sweet 16 nell’ultimo torneo NCAA, sconfitti 64-63 dalla numero 2 nazionale Syracuse. E’ un play di grande intelligenza cestistica, che gioca per i compagni, ma è abituato a prendere (e spesso segnare) tiri pesanti nei momenti decisivi delle partite.

L’altra ala è una faccia già nota al campionato italiano, Bobby Jones, visto a Teramo tre stagioni fa e a Montegranaro nel 2010/11, stagione chiusa con il taglio tecnico dopo 20 partite a 7,8 punti e 3,5 rimbalzi di media. Giocatore che fa dell’impatto fisico, più che della tecnica, la sua arma migliore, ha prodotto 7 punti e 8 rimbalzi alla prima uscita contro Pesaro, sporcata  però da 6 palle perse.

Da centro parte il polacco undersized (2 metri per 109kg) Alexander Czyz, esordio da 9 più 6 rimbalzi in 24 minuti, anche lui dal recentissimo passato universitario, speso tra Duke (2008-10) e Nevada University (2010-12) dove ha chiuso l’anno da senior a una media di 13,8 punti e 6,5 rimbalzi

La batteria dei lunghi è arricchita dall’americano/nigeriano Gani Lawal (ala/centro di 205cm per 106kg), 9 punti più 4 rimbalzi domenica scorsa, reduce da una stagione da journeyman tra Cina (agli Xinjiang Flying Tigers), due passaggi in Polonia (Zastal Zielona Gora, dove si è accasato l’ex-Sassari Quinton Hosley), per poi chiudere in Francia al Roanne. L’ex Georgia Tech può dare muscoli e presenza fisica nel pitturato, così come l’ungherese Peter Lorant 207cm per 112kg, le ultime sei stagioni spese in Liga ACB, l’ultima al Lagun Aro con 3,2 punti e 2,3 rimbalzi in 13 minuti di media sul parquet.

Completano il roster l’altro nigeriano Adeola Dagunduro, guardia/ala di 196cm ed i giovani Gorrieri e Tambone, insieme al nume tutelare del team capitan Tonolli.

Sulla carta Cantù dispone di un roster più profondo e qualitativo. Una delle chiavi del match sarà la battaglia sotto le plance, avendo Cantù imposto fin qui agli avversari la propria presenza a rimbalzo d’attacco, non solo con i lunghi, con il picco dei 17 extrapossessi recuperati martedì sotto il tabellone della Reyer.

Altro must per gli uomini di Trinchieri sarà prendere il controllo del ritmo partita, con la leadership di un Jerry Smith apparso molto ben rodato dall’intenso avvio di stagione biancoblu. La Virtus dovrà predisporre un’efficace difesa in aiuto per contenerne le scorribande, che l’ex-Louisville può trasformare in punti o assist per i compagni (5 di media nelle 5 gare ufficiali). In generale la possibilità per la chebolletta di schierare quintetti estremamente eterogenei, senza diminuire l’intensità, può fare la differenza, non avendo Calvani, in questo senso, le stesse possibilità del suo collega.

Il vero termometro per Cantù sarà però la capacità di mantenere alta la concentrazione in difesa, in questa che è, a tutti gli effetti, la prima trasferta ufficiale della stagione, evitando quei passaggi a vuoto (evidenziati da Trinchieri nei primi due turni dei Q-rounds di Eurolega), che possono tenere in partita avversari meno forti sulla carta.

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