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Brindisi – Caserta in countdown: Dyson MVP acciaccato, Michelori salva la faccia e Zero da urlo!

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Andrea Zerini Michael Snaer Brindisi

L’Enel Basket Brindisi durante l’ultimo quarto annienta la Pasta Reggia Caserta che aveva davvero ben impressionato nei primi 30 minuti. Jerome Dyson è superlativo, Andrea Zerini conquista il PalaPentassuglia, Moore sembra indietro e Michelori mostra i muscoli sulle assi pitturate. Questo è tanto altro nel countdown di BasketItaly!

 

10 alla grinta di un ragazzone italiano che ha conquistato Brindisi: Andrea Zerini, in teoria, dovrebbe avere un posto nelle rotazioni di Bucchi dopo Todic e Chiotti. Il numero 19 invece è idolo del PalaPentassuglia che innalza il caloroso coro Zerini! Zerini! Zerini! quando Andrea riesce a fermare un 3 contro 1 casertano. Tiro sporcato, rimbalzo e fallo subito. Chiude con 7 punti e 10 rimbalzi in 25 minuti. MONUMENTALE!

9 a Jerome Dyson, MVP del match con la sua prestazione da 33 di valutazione. Doppia doppia composta da punti (24) e falli subiti(10). 6/9 da due, 2/4 da tre, 6/7 ai liberi, 4 perse ma due recuperate, 2 assist e ben 6 rimbalzi. Fermato da un acciacco nel finale di gara, si spera in una semplice contrattura.

 

8 in negativo è la valutazione complessiva che i viaggianti hanno totalizzato durante l’ultimo decisivo quarto. 10 minuti da incubo per i bianconeri che nel terzo quarto avevano spostato l’inerzia del match a proprio favore con un parziale di 19-8 che aveva portato il punteggio sul 40-47. Poi Brindisi si è ritrovata mentre Caserta ha iniziato ad accusare stanchezza e un calo fisico che è stato decisivo.

7 il voto a Tommasini che porta ordine nella Pasta Reggia e forse meriterebbe di più considerando la serata storta di Moore. Chiude con un +9 di plus minus e la sua partita va oltre alle cifre che sono nel tabellino. Gran carattere, si applica in difesa sugli esterni brindisini anche se Molin sceglie Roberts per cercare di arginare l’ispirato Dyson. Tommasini gioca per 20 minuti, realizza 3 punti, recupera 2 palloni e serve due assist.

6 come i minuti giocati da Jackson, ultimo arrivato alla corte di Bucchi. All’esordio aveva messo 2 triple suscitando l’entusiasmo dei tifosi, ma ieri coach Bucchi ha preferito affidare la cabina di regia a Folarin Campbell piuttosto che a Jackson.

5 sono i punti che Ron Lewis ha segnato nell’ultimo quarto. Dodici sono quelli complessivi che testimoniano una buona prestazione della guardia di Chicago nonostante lo 0/3 coi piedi dietro l’arco. 34 minuti in campo, 4 assisti, 4 rimbalzi, 2 perse e 2 recuperate. Una prestazione solida per il buon Ron.

4 punti segnati da Ronald Moore. Il play di Philadelphia non convince e Molin gli concede solo 16 minuti. Zero gli assist serviti ai compagni, 2 stoppate subite, 2 recuperi. -3 di valutazione complessiva: serata da dimenticare.

3 i punti messi a referto da Scott Carleton che quando mette la tripla quasi non ci crede. Ammutolisce il PalaPentassuglia ricacciando Brindisi sul meno 8 al 29mo minuto. Purtroppo per Caserta, quello è l’unico canestro dell’ala USA che in 16 minuti non riesce ad incidere. Chiudere con una valutazione negativa di -4.

2 timeout, uno dopo l’altro. Coach Piero Bucchi le prova tutte per dare una svegliata ai suoi e alla fine ci riesce. L’ultimo quarto è perfetto e il parziale di 24-6 porta Brindisi a quota 32 dopo 22 giornate. Serio candidato a coach dell’anno.

1 solo canestro dal campo per Michelori che però chiude con 9 punti. Brindisi riesce a fermare il lungo bianconero solo ricorrendo alle maniere forti: Andrea dalla lunetta è quasi perfetto con suo 7/8. In 16 minuti conquista 5 rimbalzi per una prestazione da 18 di valutazione che forse dovrebbe essere presa ad esempio da Tony TelePass Easley.

Jeffrey Brooks vs Forlarin Campbel

0 i punti di Jeff Brooks nell’ultimo quarto durante il quale gli uomini di Molin soffrono a dismisura la difesa asfissiante di Brindisi. Caserta prova ad affidarsi a Brooks ma coach Bucchi limita le ricezioni del numero 21 bianconero che quando riesce a ricevere palla viene annientato dalla stanchezza e dalla fisicità di Delroy James. Nel secondo e terzo quarto Jeff aveva dimostrato di poter dare di più ed era stato il principale fautore della rimonta e sorpasso bianconero.

 

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