Belinelli: “Daremo tutto per raggiungere Rio. Messina ha portato mentalità vincente”

marco belinelli, Nazionale Maschile Italia 2015

L’Italbasket di coach Ettore Messina da qualche giorno ha avviato la preparazione a Folgaria. Tra i più attesi del team azzurro c’è chiaramente Marco Belinelli, l’unico italiano della storia ad aver alzato un titolo Nba ma che è in cerca di riscatto dopo una stagione non brillantissima con i Sacramento Kings. Il Beli è stato intervistato dal quotidiano L’Adige, facendo il punto della situazione in vista dell’avvicinamento al torneo preolimpico di Torino e della sua carriera Nba.

Belinelli, quanta voglia c’è di arrivare a Rio de Janeiro?
«Tanta, devo essere sincero. Sappiamo che non sarà facile, ma siamo carichi. Teniamo i piedi per terra, lavoriamo per farci trovare pronti al preolimpico e daremo tutto».

In questi giorni ad allenarsi con lei, Gallinari e Bargnani, i campioni dell’Nba, ci sono anche i «gioiellini» della Dolomiti Energia, Davide Pascolo e Diego Flaccadori. Come li ha visti?
«Pascolo è davvero un ottimo giocatore e un ragazzo super. Da quando la gente, un paio di anni fa, ha iniziato a parlarmi di questo ragazzo ho avuto modo di conoscerlo e devo dire che mi piace. Parla poco, ma è preparato, intelligente e in campo ci sa stare. Del resto negli ultimi due anni è stato sempre tra i migliori giocatori del campionato».

Un consiglio a Flaccadori che oggi e domani sarà all’Adidas Eurocamp di Treviso assieme ai migliori giovani d’Europa per essere vionato dagli scout Nba?
«Resti tranquillo. In questi giorni a Folgaria ha dimostrato talento e capacità. Ora deve continuare a crescere e inseguire il suo sogno, lavorando sempre intensamente».

Come ha trovato Messina da coach della Nazionale?
«Molto carico, sia in campo che fuori. Nella squadra ha portato disciplina, mentalità vincente. Magari rispetto a prima si fanno allenamenti meno lunghi, ma più intensi. Direi che siamo sulla strada giusta e tutti stiamo lavorando al massimo».

Percentuali di qualificazione alle Olimpiadi?
«Non voglio farne, ma ci stiamo impegnando davvero tanto per arrivarci».

Tra titolo olimpico e anello Nba cosa preferisce?
«Ovvio: il titolo. L’anello Nba l’ho già vinto».

A proposito, la sua stagione americana non è stata positiva visto che con i Sacramento Kings non ha raggiunto i playoff.
«Esatto. Non è stato una buona annata. Vedremo la prossima stagione, anche se per ora, con le finali in corso, il mercato è ancora abbastanza fermo».

Sacramento ha cambiato allenatore, assumendo l’ex coach dei Memphis Grizzlies David Joerger. Lo conosce?
«Sono contento per il cambio del coach. Il nuovo è molto preparato. Vedremo che squadra costruirà la dirigenza».

Ad una terra che conosce il basket di alto livello solo da pochi anni vuole spiegare cos’è il mondo Nba?
«Ci vorrebbe un libro! In ogni caso giocare lì è fantastico. Pubblico, palazzetti da 19/20 mila persone sempre pieni, organizzazione… un sogno. Personalmente ho lavorato sodo per arrivarci. Ci pensavo fin da quando ero Piccolino».

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