ESCLUSIVA BasketItaly.it: intervista a coach Marco Calvani

Romano alla guida di Roma. E’ la storia di Marco Calvani. E’ la storia di un coach, classe ’63, che parla di tanta gavetta e sacrificio. Appena ventenne inizia con le giovanili della Stella Azzurra Roma per poi passare a quelle della Virtus Roma. Nel frattempo a cavallo tra anni ’80 e ’90 fa le sue prime esperienze da head coach a Termoli (‘87-‘88), a Palmi (‘89-‘90) e a Benevento (‘93-‘94). Ma Roma è sempre Roma e così nel ’94 ritorna ancora una volta all’ombra del Colosseo: prima alla guida delle giovanili poi come vice in prima squadra.

Nel 2002 decide ancora una volta di rimettersi in gioco e iniziare dal basso: conquista due promozioni dalla vecchia B1 all’A2 prima con Montecatini (2003) e poi con Pesaro (2006) con la quale nello stesso anno vince anche la coppa Italia di B d’Eccellenza. Dall’ora in poi tanto girovagare: Scafati, Trapani, ancora Scafati e Casalpusterlengo. Il ritorno nella sua Roma avviene nel 2011. Viene scelto come vice di Lino Lardo ma a fine gennaio 2012 l’ex coach di Milano e Bologna viene esonerato e Calvani viene promosso capo-allenatore. Il buon lavoro svolto, nonostante il mancato accesso ai play-off, gli vale la conferma per la stagione 2012-13.

Disturbiamo coach Calvani nel bel mezzo della preparazione pre-campionato.

Buongiorno coach. Come sta procedendo il lavoro di preparazione in vista della prossima stagione?
Abbastanza bene, è ovvio che adesso i carichi di lavoro sono pesanti dovendo raggiungere una condizione fisica ottimale per affrontare la stagione. In più bisogna tener conto dell’aspetto tecnico: c’è la necessità che tutti i giocatori acquisiscano un linguaggio comune che permetta loro di dialogare in campo in modo semplice. Quindi tante nozioni da assimilare per arrivare pronti all’inizio del campionato.

La prossima sarà per Roma una stagione particolare in virtù di un budget sensibilmente ridotto rispetto all’anno scorso. E’ soddisfatto del roster che Le ha messo a disposizione la società?
Si, sono assolutamente soddisfatto perché abbiamo formato una squadra di giocatori dotati delle qualità di cui avevamo bisogno. Poi un ragazzo può chiamarsi “Bianchi” piuttosto che “Rossi”, ma ciò che importa sono le caratteristiche tecniche e sono estremamente contento delle scelte che fatte, ovviamente in relazione al budget messo a disposizione dalla società.

In questi primi giorni di lavoro c’è qualcuno che si è distinto?
Si distinguono tutti quanti perché hanno grande applicazione al lavoro. Comunque è ancora troppo presto per stilare dei giudizi, mi riserverò più avanti di fare le valutazioni del caso. Però chiunque venga alla Virtus Roma sa benissimo quanto siano intensi i carichi di lavoro e quindi deve essere, volente o nolente disponibile per forza.

Datome sta impressionando con la Nazionale. Non crede che il vero colpo di mercato sia stato la sua conferma?
Datome sta impressionando altri. A me non impressiona perché so ciò che ha fatto Gigi in questi anni, avendo avuto la fortuna di averlo allenato sia qualche anno fa a Scafati sia nello scorso campionato. Parliamo di un ragazzo che non si tira mai indietro e che a differenza di tanti altri giocatori usa il suo tempo libero per migliorare le lacune che lui sa di avere. E’ un ragazzo estremamente professionale e molto serio, che sa come gestire il suo tempo per crescere costantemente.

Altra conferma è stata quella di Alessandro Tonolli. Quale pensa essere il suo contributo?
Il miglior biglietto da visita per presentare Tonolli è la sua lunga militanza in maglia Virtus. Per lui parlano i 19 campionati, incluso quello che sta per cominciare, trascorsi qui a Roma in cui ha dimostrato le sue qualità: è un giocatore affidabile, di grande concretezza e pochi fronzoli, uno che sa cosa ti può dare e te lo darà sempre.

Considerando il mercato di tutte le compagini di serie A, quale potrà essere l’obiettivo stagionale di questa Virtus?
Il mercato delle altre squadre non è terminato, al contrario di quello della Virtus. Per poter fare una valutazione sugli obiettivi bisogna aspettare il completamento di tutti gli altri roster: un giocatore può cambiare radicalmente la fisionomia di una squadra, quindi è prematuro dire qualsiasi cosa. Onestamente credo che la Virtus Roma non possa giocare soltanto per la salvezza, ma deve lottare per qualcosa di più e quanto di più potrà fare dipenderà anche dalle altre squadre. Noi sappiamo di avere delle buone qualità, ma per capire quanto lontano potremo andare abbiamo bisogno di qualche mese.

Ogni anno il nostro campionato regala sempre una “squadra rivelazione”. Le qualità di cui Lei parla potrebbero portare la Virtus ad essere la sorpresa della stagione?
Oggi è prematuro poter dire qualcosa. E’ ovvio che ci auguriamo di poter essere una delle squadre rivelazione del campionato. Ne saremmo estremamente felici soprattutto dopo un momento difficile come quello vissuto dalla nostra squadra. Non dimentichiamo che alla fine giugno sembrava che Roma non dovesse avere più una rappresentante della pallacanestro in A1, accontentandosi della serie B dilettanti come la massima espressione del basket capitolino. Avere la fortuna di continuare a parlare di una squadra impegnata nel massimo campionato italiano è di per sé una grande vittoria sia per noi addetti ai lavori che per chiunque abbia a cuore le sorti del basket romano.

Infine un pronostico. Chi secondo Lei vincerà lo scudetto?
Si profila una lotta a due tra Milano e Siena. Milano dispone di un budget per allestire una grande squadra. Già lo scorso anno nonostante l’inizio di un nuovo ciclo sono arrivati ottimi risultati, ma alla fine l’abitudine a vincere di Siena ed un’organizzazione societaria ben consolidata hanno fatto la differenza. Ora Milano con un anno di esperienza in più e con gli accorgimenti adottati da management e staff tecnico credo che possa fare la voce grossa e puntare al campionato. È ovvio che di contro ci sarà sempre Siena con la sua organizzazione e la sua abitudine a vincere che potrebbe rappresentare un ostacolo nei confronti dell’Armani. Faccio fatica ad immaginare un’altra squadra che possa inserirsi in una lotta ad altissimo livello come quella queste due compagini.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Virtus Roma nella persona di Francesco Carotti e dei suoi collaboratori per la loro professionalità. Un grazie anche a coach Calvani per la sua disponibilità.

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