Nba, Finale Eastern conference: James e Wade si prendono gara 1

Copione rispettato nella prima partita di finale della Eastern Conference tra Miami e Boston, con gli Heat, guidati dal duo James-Wade, che sconfiggono i Celtics 93-79 senza troppi problemi. La squadra di Spoesltra ha registrato anche l’ottimo contributo del cast di supporto, da Chalmers, collante in attacco, a Battier e Miller, protagonisti in momenti differenti dell’incontro. Boston ha provato a resistere guidata dall’immenso Kevin Garnett, autore di una prova da 23 punti e 10 rimbalzi, ultimo ad arrendersi, ma ha dato l’impressione di non averne, quanto a gambe, nella seconda parte dell’incontro, dove ha messo un mostra un attacco asincrono, guidato da un Rondo ancora vicino alla tripla doppia (16p, 9rimbalzi, 7 assist), ma che non è mai parso in controllo del gioco.

In cronaca. Avvio di studio tra le due squadre finché Lebron James (32p con 13 rimbalzi alla fine) presenta il suo biglietto da visita, segnando 13 dei 21 punti di Miami nel primo quarto e col contributo di Wade (22p, 8/13 dal campo e 7 assist) e Battier mette gli Heat avanti in doppia cifra, 21-11 alla prima sirena. Per i Celtics si vede letteralmente solo Garnett, ma nell’area biancoverde gli avversari hanno già raccolto 12 punti.

Mike Miller (2/2 dai 7.25) protagonista in avvio di secondo periodo, con un break di 8 punti personali a tenere separate le due squadre. Rondo prende finalmente in mano l’iniziativa – i Celtics non hanno una chance con lui cheto – Boston alza il ritmo della gara, apparentemente contro i propri interessi, ma trova attacco, con Ray Allen (stoico su quelle caviglie doloranti) e Pierce (12p, ma 5/18 al tiro alla fine) a colpire dall’ arco, chiudendo il gap nei 3’ finali. Si va all’intervallo lungo sul 46 pari, con i Celtics che hanno segnato 35 punti nel secondo quarto, tirando 4/5 dal perimetro.

La Boston che si presenta in campo nella ripresa somiglia però più a quella del primo quarto. L’attacco si inceppa letteralmente, con Miami che accoglie con le cattive ogni tentativo di tiro nel pitturato (11 stoppate alla fine, record di franchigia nei playoffs) e stavolta sono gli Heat a correre, trovando punti in contropiede (con un paio di uno contro zero al ferro) o nei primissimi secondi dell’azione. Da segnalare un Battier (doppia-doppia da 10p e 10r alla fine) cha apre il quarto con la seconda tripla personale e fa una serie di piccole cose, non necessariamente a referto, ma di enorme utilità.

Nel quarto di coda palcoscenico aperto per Wade, che non permette ai Celtics neppure di pensare alla rimonta, con una serie di circus shots e giocate degne del circoletto rosso di Tommasiana (nel senso del grande Rino) memoria. soltanto “The Revolution” tiene alta la bandiera biancoverde, prima che gli allenatori svuotino le panchine per il garbage-time finale.

I Celtics guardano a gara 2 – chiave per non ritrovarsi già con le spalle al muro – cercando le chiavi per inceppare il meccanismo di una Miami apparsa in controllo completo per tre quarti di gara. In una serie senza veri centri, lo strapotere fisico degli esterni degli Heat sembra uno svantaggio difficilmente colmabile per Boston, che paga più degli avversari le assenze (soprattutto Avery Bradley) e la condizione precaria di giocatori chiave. Ma attenzione a dare per morto il Celtic Pride…

 

Stefano Mocerino

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