Nba, finale Eastern Conference: il Garden impone la sua legge, Boston pareggia la serie

Sorride ai Celtics, questa volta, il pazzesco overtime – punteggio parziale 4-2 – con cui la squadra di coach Rivers batte gli Heat 93-91 e pareggia la finale della Eastern Conference sul 2-2. Miami vede morire le proprie speranze di chiudere di fatto la serie sul tiro da tre di Dwyane Wade, respinto dal ferro sulla sirena finale.

Boston capitalizza un primo tempo da antologia, dove l’attacco, sostenuto da solide percentuali dal perimetro, ha mandato a referto 61 punti, mentre la difesa, Garnett regnante (17p e 14r, con 5 stoppate), alzava lo scudo anti-missile, rigettando o alterando ogni tentativo di ingresso a centro area. Per l’intera prima metà, Miami è rimasta viva grazie da Lebron James (29p, 6r, ma 7 palle perse), salvo ritrovarsi in partita nel secondo tempo, con uno Wade (20p con 7/22, 7r e 6a) ritrovato dopo l’1/9 iniziale, con Boston che smarriva la via del canestro. Gli Heat, pur senza incantare, si sono trovati partita e serie tra le mani, quando hanno messo il naso avanti a 8’ dalla fine, prima che KG e soci aggiungessero un altro capitolo alla leggenda dell’ orgoglio Celtics. Boston manda 6 uomini in doppia cifra, con un sorprendente Keyon Dooling da 10 con 3/4 al tiro pesante, gli Heat pagano le prevedibili scelte offensive nel finale di partita, trovando impatto solo da Haslem (12p con 17r) e Chalmers (12p con 4a), tra i comuni mortali del cast di supporto.

In cronaca. Paul Pierce (23p e 6r) fa esplodere subito il Garden, con i primi due d’autore. Boston fa la faccia cattiva in difesa, con Garnett ad aiutare su tutti, anche lontano dal ferro. L’inizio è di chiara marca biancoverde, con Rondo (alla fine 15p, 5r e 15a) subito molto attivo nel segnare e regalare monete ai compagni. P square – due volte, entrambe da rimbalzo vagante – e Ray Allen (16 con 4/11 da tre) aprono il fuoco dall’arco ed  il vantaggio interno, grazie anche ai primi due squilli di Garnett, si dilata fino al 21-6, con 5’ da giocare nel periodo. Giro di cambi per coach Rivers, fuori KG e il panorama in area Celtics cambia. Lebron  presenta il suo biglietto da visita con l’inchiodata a una mano, da lì alla sirena Miami troverà 14 punti tra lay-up e schiacciate. Boston però è sempre fluida in attacco, ancora con Pierce (primo quarto da 12 per lui) e Rondo, che inventa un paio dei suoi giochi prestigio. Si fa vedere anche Brandon Bass (11p e 7r), che nel finale mostra i muscoli contro il quintetto piccolo di Spoelstra, e Boston chiude a +11 la prima frazione.

Secondo quarto. Dentro Garnett e l’area dei Celtics torna ad essere impenetrabile. La tripla iniziale di James Jones non impedisce l’uragano biancoverde. Keyon Dooling – due volte – e Ray Allen sono letali dal perimetro, Pierce è devastante con due ‘and 1’ consecutivi e Boston vola a +18, 61-43 con la terza tripla di serata di ‘He got game’. Miami si aggrappa a James, Wade si intestardisce ad attaccare gli aiuti della difesa senza successo, solo il tecnico preso da Rondo restituisce un minimo d’inerzia agli Heat, che trovano la prima tripla del prodotto di Marquette e il gioco da tre punti del Re per accorciare sul 61-47 Celtics all’intervallo lungo.

Attacchi macchinosi e mani fredde, in avvio di ripresa – da annotare la stoppata di Garnett su LBJ – ma è Miami a rosicchiare qualche punto, con Wade che inizia a vedere il canestro, mentre Lebron, non appena KG va in panchina, ri-timbra il cartellino a centro area. Miami accarezza più volte la singola cifra di svantaggio, Boston ha perso ritmo e brillantezza in attacco, ma inizia davvero a preoccuparsi quando prima Rondo e poi Pierce pescano il quarto fallo, con 3’ abbondanti sul cronometro. Cinque punti di Dooling danno ossigeno a Boston, ma Wade ha smesso di scherzare (quarto da 9 per lui) e chiude la frazione con la tripla del –5, 73-68 interno con 12’ da giocare.

Dopo un quarto da soli 12 punti, per i Celtics il parziale negativo è nell’aria. Boston fa fatica ad andare dentro, raramente Garnett riceve in ritmo, di là Battier scuote la partita con la sua seconda tripla, subito dopo James firma la parità in transizione e un inatteso Norris Cole appoggia il lay-up del primo vantaggio esterno di serata, 74-76, chiudendo un 15-1 pro-Miami a cavallo della penultima sirena. L’inerzia sembra tutta per gli Heat, ma siamo pur sempre al Garden, Garnett in appoggio e Allen con la sua terza tripla infiammano l’arena. Miami trova punti dal cast di supporto, ma ‘the Revolution’ si carica i suoi sulle spalle, ne mette 8 nel quarto di coda, infilandoci un’altra stoppata a James ed il suo lay-up a centro area, ancora contro LBJ, mette i Celtics con il naso avanti, 89-86 a 52” dal termine. Peccato che la difesa di Boston si faccia sorprendere sul possesso successivo, concedendo a James la tripla piedi per terra del pareggio. Nulla di fatto sugli ultimi due possessi – il tiro di Haslem sulla sirena è solo una preghiera non accolta – e si va all’overtime.

Neanche il tempo di alzare la palla a due, che Pierce si vede fischiare in attacco il sesto fallo. Sembra la rottura favorevole per Miami, ma la partita è una guerra di nervi, si gioca al singolo possesso. Haslem scuote il ferro e la parità in entrata, Daniels spariglia con l’1/2 dalla lunetta, ma non si segna letteralmente mai. E’ Rondo a trovare il ‘gol’ in transizione a 2’33” dal termine, con lo stop and go chiuso con la lacrima del +1, 92-91. Lebron, dopo un paio di forzature in isolamento, sdraia Pietrus nel prendere posizione ed esce per falli con 2’ sul cronometro. Boston non capitalizza il doppio extra-possesso con cui entra nell’ultimo minuto, ma gli Heat non segnano più: Battier manca la tripla in emergenza a 25”, sulla buona difesa dei Celtics e dopo l’1/2 di Rondo in lunetta, Daniels ostacola Wade abbastanza da rendergli scomodo il buzzer-beater del sorpasso, respinto dal ferro.

Finisce nel tripudio del Garden, dove si tornerà comunque, ma sarà gara 5, a Miami, il classico ‘pivotal game’, la partita decisiva per orientare la sfida. Dopo gara 1 l’impressione è che i Celtics abbiano preso il controllo tecnico della serie, ma che possano arrivare corti, in termini di energia, in una battaglia sempre più lunga ed usurante. Martedì sera all’ American Airlines Arena (ore 2.30 italiane, diretta SkySport2) arriveranno le prime risposte.

 

Stefano Mocerino

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