Nba, 76ers: Coach Brown: “Vi spiego perché ho voluto Marco Belinelli”

Marco Belinelli

Quando la stima tra giocatore e allenatore è reciproca, lavorare, allenarsi, giocare insieme alla squadra e sacrificarsi per la stessa diventa più facile. E’ proprio il caso di coach Brown e Marco Belinelli, i quali raccontano le proprie sensazioni a  La Gazzetta Dello Sport.

Il gioco delle coppie, con Marco Belinelli promesso sposo e una decina di pretendenti Nba, lo abbiamo fatto tutti. “Lo vedrei bene a Portland”: che è poi arrivata “seconda”, come al Palio di Siena il peggior piazzamento. “No meglio a Miami o anzi a Boston, da una “grande”. L’azzurro ha scelto Philadelphia. E la sua prospettiva ha intrigato e incuriosito, ma non è difficile da inquadrare. Città storica, di tradizione cestistica, progetto giovane, ma ambizioso, minuti a disposizione, playoff comodi all’orizzonte. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Perché i 76ers hanno scelto Belinelli?”

LE PAROLE DI BROWN — Lo spiega Coach Brett Brown nella pancia del Bradley Center di Milwaukee prima di Bucks-Sixers di domenica: “Marco l’ho reclutato personalmente, e in maniera molto insistente. Perché immaginavo minuti per lui (ne gioca 25 a partita, da sesto uomo, segnando 11 punti di media, ndr). Mi sentivo nel cuore che questa poteva essere la situazione giusta per tutti, altrimenti non avrei insistito in maniera così inusuale. L’ho sempre tenuto d’occhio, come giocatore, col mio background internazionale (da ex allenatore dell’Australia dal 2009 al 2012, ndr). E poi lui ha giocato per miei amici a San Antonio (per Popovich, di cui Brown è stato assistente dal 2009 al 2013 ndr), ad Atlanta e a Charlotte. Avevo riscontri positivi. Gli ho detto durante il reclutamento: “Mi devi permettere di allenarti in difesa, di migliorarti su quel lato del campo, sarò inflessibile’. Tutti sanno che può segnare, che può cambiare una partita in attacco, a noi ha subito vinto la prima partita giocata in maglia 76ers, contro Miami. La sua difesa però è stata l’aspetto più sorprendente per me sinora: ci tiene, ha orgoglio, muove i piedi. E poi è un super professionista, un veterano, un uomo in uno spogliatoio di giovani che ha bisogno di esperienza e punti dalla panchina. Sta garantendo entrambi”.

LE PAROLE DI BELI — L’azzurro gongola, quando gli giriamo i complimenti del Coach. Conferma e dettaglia le parole di Brown: “Sì, ha avuto un ruolo di primo piano durante le trattative. La difesa? In un ambiente entusiasta come questo, dove i giovani di qualità sono ambiziosi, vogliono vincere subito, la difesa diventa un’esigenza comune. E’ più facile brillare in un sistema difensivo funzionale, che altrove di recente non avevo trovato”. A Milwaukee a fine primo tempo si è preso Bledsoe uno contro uno, sull’ultimo possesso, e dopo l’errore dell’avversario ha esultato col pugnetto. Belinelli a fine stagione sarà in scadenza e libero (nuovamente, dopo essersi svincolato da Atlanta) di scegliersi il futuro, ma Philadelphia gli ha fatto sinora un’ottima impressione. “Sono molto motivato, mi trovo molto bene qui, penso a finire la stagione al meglio, poi in estate vedremo….”. E intanto verifica che Detroit, nona a Est, abbia di nuovo perso. I playoff – che non gioca da due stagioni – sono sempre più vicini.