Miami c’è: si vola in Florida sull 1-1

Come dicono in America, una serie comincia quando la squadra in trasferta vince: ed ecco allora che i Miami Heat aprono ufficialmente le danze in queste Finals sbancando la Chesapeake Arena di Oklahoma per 100-96 in una partita sempre condotta dagli uomini di Spoelstra che però nell’ultimo minuto hanno addirittura rischiato la capitolazione. Ora, gli Heat, dovessero vincere tutte e 3 le prossime partite all’America Airlines Arena potrebbero festeggiare la vittoria dell’anello davanti a propri tifosi, ma queste finali sono ancora ben lontane dall’avere un padrone.

 

 

LA PARTITA

L’avvio di Miami è spaventoso: Lebron e compagni schiacciano subito forte sull’acceleratore e volano sul 18-2 grazie a Wade e un infallibile Battier (17 fondamentali punti per lui alla fine con 5/7da 3) e colgono di sorpresa i Thunder che forse per la prima volta in questi Playoff partono contratti sentendo la tensione per una partita che dei ragazzi della loro età nemmeno si sarebbero sognati di giocare. A due minuti dalla prima pausa la storia non cambi a e LeBron spinge Miami anche sul +17 (25-8) ma Westbrook e Harden ricuciono, anche se minimamente, il parziale alla fine del primo periodo, siamo 27-15. Ma nel secondo parziale i rossoneri non si fermano e Chalmers ridà nuovamente il +17 con una gran bomba (51-34) ma ancora il Barba, autore di 17 punti nel primo tempo e dominante rispetto ai soli 5 punti di gara-1, spinge i suoi sul -11. Il primo tempo si chiude 55-43 con l’inerzia ancora nelle mani degli ospiti. Al rientro in campo ancora uno straodinario Battier spinge Miami sul 70-55 e insieme al solito grande LeBron (12 per lui nel terzo periodo) tengono a debita distanza gli assalti di Durant, che dopo soli 6 punti nei primi 24 minuti realizza 10 punti nel solo parziale, e Westbrook, che chiude il quarto con un layup che da di nuovo il -11 ai padroni di casa (67-78). Miami sembra in controllo anche all’inzio del quarto decisivo ma a quel punto salgono in cattedra i Big Three dei Thunder che sono i soli protagonisti per i padroni di casa (segnano solo loro 3 negli ultimi 12 minuti) piazzano un parziale di 14-7 in sei minuti che porta Oklahoma li, vicinissima, a -4 (81-85). Il distacco rimane invariato fino a quando, Battier, ancora lui, con una tripla di tabella da 9 metri ridà il +7 ai suoi a 5′ dalla fine (83-90) ma Durantula risponde con la stessa moneta nell’azione successiva. Westbrook con un tap-in schiacciata clamoroso (da vedere per chi se lo fosse perso) porta i suoi sul -3 (91-94) ma uno straordinario fade away appoggiato alla tabella del Prescelto tiene a debita distanza i Thunder. Mancano 53″ e Wade in pentrazione regala la schiacciata a Bosh per il +7 (91-98) ma 5 punti consecutivi ancora del 35 bianco (32 per lui alla fine con 12-22 dal campo che confermano se ancora ce ne fosse bisogno il valore di questo giocatore) regalano addirittura il -2 ai ragazzi di Brooks (96-98) a 37″ dalla sirena. LeBron sbaglia da 3 e a 7″ dalla fine Oklahoma ha addirittura la clamorosa possibilità di passare in vantaggio. La rimessa finisce come prevedibile nelle mani di Durant che James sbilanciato e prova un tiro veloce da 2: il tocco con il braccio del 23 in maglia nera sulla gamba di KD potrebbe essere tranquillamente sanzionato con due tiri liberi, ma gli arbitri lasciano proseguire. LeBron cattura quindi il rimbalzo e subisce il fallo che lo manda in lunetta: 2/2 (e 12/12 in totale) che manda i titoli di coda alla partita: Miami vince una partita di un’intensità quasi mai vista, trascinata da un grande James da 32 punti, Wade (24), uno straordinario Battier e un ottimo Chris Bosh che mette a referto 16 punti conditi da 15 rimbalzi. Per OKC bene i soliti tre: Durant ne mette 32, Westbrook 27 e Harden 21, ma stavolta sono i Sefolosha e gli Ibaka a mancare, autori rispettivamente solo di 3 de 7 punti. Ora si vola a South Beach per gara-3, in programma Domenica notte, forse la partita più importante per tutta la serie, ma se tutti gli incontri fossero così, allora c’è da augurarsi che queste Finals finiscano al terzo o quarto supplementare di Gara-7.

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