Grazie lo stesso azzurri: troppo forte la Serbia per l’Italia, addio Europeo

La Serbia vola in semifinale, una sontuosa prestazione nei rimbalzi in attacco, permette a Bogdanovic e compagni, di giocarsi l’accesso in finale nell’Europeo; la gabbia di Djordjevic su Belinelli condiziona la gara dell’attacco azzurro, che pagano una brutta prestazione dalla lunga distanza e non riescono in difesa a bloccare lo stesso Bogdanovic, in quelli che sono stati i momenti più importanti della gara.
La cronaca:
Il tema tattico sembra subito chiaro: Messina ordina i raddoppi su Bogdanovic, lasciando spazio sotto canestro, l’aiuto e recupero italiano sembra funzionare, ma piovono falli nel pitturato azzurro.
La Serbia non segna,sino a quando lo stesso giocatore dei Kings prova ad attaccare Belinelli sull’uno contro uno sulla linea di fondo, segnando il primo canestro serbo dopo 5 minuti di gioco, è la svolta per la Serbia, che con Marjanovic in campo, cambia atteggiamento anche sulla metà campo difensiva, con gli azzurri che non riescono a portare lontano da canestro il gigante in maglia rossa e subiscono il sorpasso degli avversari, prima di una magia di Datome che vale il 10-8.
Il sacrificio di Baldi Rossi e Biligha su Marjanovic è esemplare, ma non basta per contenere l’ex Spurs, il gioco Serbo è sempre lo stesso, con la ricerca costante del centro, al fine di spingere il raddoppio azzurro e liberare spazio sul lato debole, situazione che permette alla squadra di Djordjevic di trovare costantemente il canestro, soprattutto dalla lunetta dopo i falli spesi sulla lotta a rimbalzo; le triple di Filloy e Belinelli permettono all’Italia di rimanere in gara e i primi 10’ si chiudono sul 17-18.
Melli anima i suoi dopo la prima mini pausa, ma gli azzurri accusano un calo di lucidità che culmina con il time out di Messina, il coach legge in una persa banale dello stesso Melli il momento giusto per evitare di trascurare i dettagli difensivi, che sino a quel momento hanno mantenuto la gara in equilibrio.
L’Italia riscopre Burns dopo il terzo fallo di Cusin, il ritorno in campo di Marjanovic è una naturale conseguenza e arriva il primo break importante Serbo, l’Italia soffre la presenza del n°51 nel pitturato, ma la differenza vera arriva nell’altra metà campo, dove non arrivano i cambi dei giocatori in maglia rossa e gli azzurri non riescono ad andare al tiro con semplicità, soffrendo poi in transizione: 25 – 32 a metà quarto.
Senza Bogdanovic sul parquet, la Serbia non cambia il suo gioco, aiutata da una supremazia a rimbalzo nel pitturato Italiano a tratti imbarazzante, che piega le gambe agli azzurri, che trovano però ancora in Burns, una risorsa utile, soprattutto in transizione, dove con Marjanovic in campo, almeno in difesa la Serbia soffre.
Djordjevic legge questa sofferenza, riconcede il campo a Kuzmic e Bogdanovic e apre la forbice del divario in doppia cifra, l’ultimo possesso azzurro della prima metà di gara, non riesce a muovere il punteggio e i primi 20’ si chiudono sul 33-44.

L’Italia si sbatte in difesa, ma continua a soffrire a rimbalzo, a questa brutta notizia si aggiunge il calo delle percentuali al tiro dalla lunga distanza e Bogdanovic in attacco bravo a leggere i tagli dei suoi, sui raddoppi difensivi azzurri; una cornice che vale il +15 Serbo.
Biligha con il suo coraggio e la sua sfrontatezza è la risorsa azzurra che permette agli azzurri di rimanere attaccati alla partita, 44-54 al 27’; con Belinelli ingabbiato dalle attenzioni studiate per lui da Djordjevic, è la panchina Italiana a fare la differenza in difesa, ma in quello che sembra essere il momento migliore degli azzurri, arriva il tecnico per Messina: la Serbia ne approfitta solo parzialmente, ma basta per riportare il divario in doppia cifra 48-59 al 30’.
Sale in cattedra Bogdanovic che senza raddoppi, gioca con molta più facilità il pick and roll e trova i punti che sono mancati nella prima parte di gara, Belinelli risponde di classe, abbandonando il tiro da 3 e provando ad attaccare il canestro, ma la Serbia non molla un colpo e non permette all’Italia di firmare un break che possa metterle paura. 54-65 al 33’.
Messina abbassa il quintetto con Datome da 4 e Melli da 5, la mossa sembra funzionare con il capitano che segna il -8 e costringe Djordjevic al time out; l’Italia riesce ad attaccare il ferro con più semplicità, ma Bogdanovic non smette di stupire e taglia ancora una volta le gambe agli azzurri, che sistematicamente perdono il duello a rimbalzo nella propria area e il divario si riporta a +13 in favore di Macvan e compagni. 18-40 il conteggio dei rimbalzi, 61-74 il punteggio al 37’.
Bogdanovic prima soffre Filloy, poi dall’ennesimo rimbalzo in attacco serbo, trova il canestro che chiude la gara e porta lui e i suoi compagni in semifinale contro la Russia, l’Italia gioca gli ultimi minuti per onorare l’europeo, ma alza bandiera bianca e chiude a –16, 67-83 il punteggio finale.

Il tabellino:
Italia coach Messina
Hackett 5, Belinelli 18, Aradori 4, Filloy 3, Biligha 4, Melli 7, Cusin 2, Cinciarini, Abass, Baldi Rossi, Burns 9, Datome 15
Serbia coach Djordjevic
Macvan 13, Bogdanovic 22 + 6 rimbalzi + 4 assist +/- 21, Lucic 11, Milosavljevic 10, Birzecic, Stimac, Lazic, Micic 2, Guduric, Jovic 6, Kuzmic 9, Marjanovic 10

Rimbalzi 19 – 44