Gallinari: Dopo quel pugno mi ha chiamato solo Belinelli.

Danilo Gallinari (Foto: Laura Cristaldi, Basket Italy)

Danilo Gallinari e la nazionale. Sono passati quasi quattro mesi da quel pugno dato all’olandese Kok e la ferita non si è ancora chiusa («Non ho mai rivisto il video»). Torna d’attualità in un’intervista rilasciata a Massimo Lopes Pegna de La Gazzetta Dello Sport.

La mano del celebre cazzotto partito durante l’amichevole fra Italia e Olanda il 30 luglio continua a dargli fastidio. «Nonostante la fisioterapia ho meno forza, soprattutto quando rilascio il pallone. Ci vorrebbe un’operazione che però i medici mi sconsigliano. Quando vado in penetrazione appoggio a canestro con la sinistra».

Dopo quel gesto pochi contatti: «Il Beli. E mi sono sentito via email con Messina. A San Antonio non ho giocato e ci siamo mancati. Avremo modo di farlo faccia a faccia prima della fine della stagione». E gli altri? «Dopo che ci siamo parlati a caldo, più nessuno. Né il presidente Petrucci, né i compagni. Sinceramente mi aspettavo di sentire qualcuno, in particolare dalla federazione. Io mi sarei comportato in modo diverso. Lo sanno tutti che ho commesso un errore.».

Cosa sarebbe accaduto se dopo il pugno non si fosse infortunato al pollice. «Se non mi fossi fatto male, non saremmo qui a parlarne. La faccenda si sarebbe chiusa in fretta, perché il giorno dopo sarei andato ad allenarmi in gruppo e sarei andato all’Europeo. Invece io ho perso l’occasione di giocare e i ai miei compagni questa vicenda è costata molto».

Cinque minuti dopo il fattaccio…«Ho capito di aver fatto una cavolata nel momento in cui mi sono guardato la mano. Il gesto è un errore, ovvio, ma può capitare. Nel momento del pugno non ho avvertito dolore, poi mi sono accorto che avevo l’osso fuori posto e ho pensato subito che avrei saltato l’Europeo».

Alla convocazione della Nazionale risponderebbe ancora «Certo. Per la maglia azzurra faccio qualunque cosa»