Le parole di Gigi Datome e Nicolò Melli dopo la vittoria di Barcellona

Gigi Datome Nicolò Melli
Il Fenerbahçe di Melli e Datome ha vinto a Barcellona – Laura Cristaldi (BasketItaly)

Il Fenerbahçe ha vinto a Barcellona in Eurolega, come vi abbiamo raccontato venerdì sera attraverso la nostra cronaca. Dopo l’incontro abbiamo avuto l’occasione di raccogliere in esclusiva le dichiarazioni dei due azzurri Gigi Datome e Nicolò Melli, autori entrambi di una partita molto solida e convincente.

“Una vittoria molto importante“, – confermava Gigi Datome – “loro hanno sempre fatto molto bene in casa. Sono contento per come abbiamo condotto la partita, chiudendo bene in difesa soprattutto nella seconda parte e lasciando loro segnare solo 40 punti negli ultimi tre quarti. Per noi si trattava della seconda vittoria consecutiva fuori casa: un successo che mi rende orgoglioso”.

Parlando della sua prestazione, l’azzurro ha dichiarato con umiltà che cerca di fare quello di cui la squadra ha bisogno: “Siamo tanti giocatori, quindi quando gioco tanto mi fa piacere perché vuol dire che il coach pensa che stia aiutando la squadra“.

Anche Nicolò Melli era particolarmente soddisfatto dopo l’incontro, durante il quale lui e Datome avevano fatto a gara a chi prendeva più rimbalzi (9 per il sardo e 8 per l’emiliano).

“Mi sa che l’ha vinta lui la gara,” – raccontava sorridente l’azzurro – “adesso devo parlarci perché lui è un’ala piccola tiratrice e i rimbalzi sono di mia competenza. Scherzi a parte: ognuno ha apportato il proprio mattone, siamo una squadra molto profonda ed è importante che ognuno ogni sera riesca a trovare una fase del gioco dove può dare il suo contributo“.

Dopo aver riferito di trovarsi bene e che il suo processo di inserimento nel contesto vincente del Fenerbahçe sta andando alla grande, abbiamo chiesto a Melli di raccontarci le differenze tra i suoi due ultimi coach: Andrea Trinchieri e Zeljko Obradovic. Ovviamente il serbo seduto sulla panchina del Fenerbahçe ha molta più esperienza rispetto all’italiano del Brose Bamberg ed è un’autentica leggenda, ma quando si arrabbiano, fanno paura entrambi!

“Sì, diciamo che la tonalità di rosso di Obradovic è un po’ più accesa di quella di Andrea,” – scherzava Nicolò – “Andrea è forse un po’ più teatrale, però diciamo che entrambi mandano il messaggio molto chiaramente“.