ESCLUSIVA – Daniele Cinciarini si confessa. “Sono contento della stagione, ma con Easley possiamo fare qualcosa in più”

10936846 424690421033193 934808727 oDopo lo strepitoso finale di campionato dello scorso anno, con il raggiungimento dei play off e la combattutissima serie in 5 gare, persa contro Milano, Pistoia è ripartita da zero. Ha cambiato tutto il roster, inserendo Giacomo Galanda nel proprio staff dirigenziale ed il primo tassello scelto per la ricostruzione del gruppo, oltre al capitano Ariel Filloy, è stato Daniele Cinciarini.

 

Capitano di Montegranaro, reduce da una stagione travagliatissima a livello societario, ma straordinaria dal punto di vista personale, ha lasciato una tifoseria che lo amava per gettarsi in una realtà nuova, ma affascinante. Pistoia infatti è la squadra dove ha militato anche suo fratello Andrea e dove il palazzetto e la città scoppiano di entusiasmo.

La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, con tante sconfitte interne, alcuni problemi fisici ai giocatori più importanti, fra i quali anche Daniele, il taglio di Linton Johnson e l’arrivo di Valerio Amoroso. Nonostante tutto questo però, la squadra di Moretti si trova al nono posto della classifica, ha ottenuto vittorie esterne di prestigio come quelle di Cantù e Varese e arriva al giro di boa con tanto entusiasmo ed un nuovo giocatore da inserire, Tony Easley.

Per noi la stagione inizia adesso -le parole di Cinciarini-. Purtoppo in casa non abbiamo avuto l’istinto del killer per chiudere alcune partite ed effettivamente abbiamo subito troppe sconfitte fra le mura amiche. Adesso l’obiettivo è ripartire da qui e fare del nostro palazzetto un fortino e cosi facendo, con qualche colpo esterno come siamo riusciti a fare fino adesso, possiamo pensare subito alla salvezza e sperare a qualcosa in più. Siamo ad un passo dai play off, ma prima raggiungiamo la quota salvezza e prima possiamo puntare ad altri lidi; adesso il gruppo c’è e con il rinforzo di Easley siamo una squadra completa e possiamo costruire ancora meglio i nostri meccanismi”.

Daniele parla giustamente di gruppo, quello che sembra rinato dopo l’arrivo del sanguigno Valerio Amoroso e l’allontanamento del “presidente” Linton Johnson, dopo la discussione plateale con Paolo Moretti, prima dell’ingresso in campo della gara casalinga contro Avellino. ”Johnson ha sempre giocato abbastanza bene, ma il suo era un carattere particolare e talvolta “sforava”. In un gruppo cosi tranquillo come è il nostro, il suo carattere forse troppo esuberante ci stonava. Siamo tutti consapevoli che se avessimo vinto la gara con Avellino la classifica sarebbe ben diversa e quella gara ci ha precluso un bell’obiettivo come potevano essere le final eight. Purtroppo ci fu la situazione di Johnson che scombussolò tutto e forse non eravamo gruppo come adesso, per riuscire a superare certe difficoltà”.

Amoroso ha sicuramente portato grinta ed entusiasmo a questo gruppo, che si appresta ad accogliere anche Tony Easley, da questa settimana aggregato alla squadra e che ha fatto la sua prima apparizione al PalaCarrara, in veste di spettatore, nella gara contro Milano. Quando è arrivato Amoroso sono stato contentissimo, avendoci giocato assieme a Montegranaro. E’ un uomo squadra, che non pensa al suo personale, ma al bene del gruppo; è un sanguigno ed è arrivato in una squadra dove tutti vogliono dare qualcosa. Dobbiamo essere una squadra di combattenti dato non abbiamo talenti particolari, ma tutti siamo pericolosi. Adesso con Easley abbiamo una nuova dimensione sotto canestro e credo che lo staff tecnico abbia fatto un lavoro più che positivo, permettendoci di essere in una buona situazione di classifica nonostante alcune difficoltà. Con Milano abbiamo dimostrato quello che possiamo fare e d’ora in poi dobbiamo farlo in tutte le gare; se inseriamo bene Easley, sono convinto che potremmo fare davvero qualcosa di importante”.

In questa stagione Cinciarini viaggia ad una media di 10.9 punti a gara, con un minutaggio inferiore rispetto allo scorso campionato, ma anche la consapevolezza di essere un giocatore fondamentale in un gruppo importante ed ambizioso e dovendo lavorare molto anche a livello difensivo. E la scoperta di una città che vive di basket. “Per la mia stagione sono contento. So che posso dare di più, ma devo anche adattarmi a quello che mi chiede il coach. Lo scorso anno ovviamente potevo fare di più, giocando più palloni e più minuti ed avendo più continuità. Giocavo circa 33 minuti, contro i 24 di quest’anno ed un tempo in più fa la differenza; però so di essere importante per la squadra ed il mio obiettivo è quello di fare il meglio di quello che mi viene chiesto, come è giusto che faccia un professionista. Per quanto riguarda la mia vita privata, a Pistoia mi sto trovando molto bene ed ho trovato anche molti amici. Mio fratello me ne aveva parlato bene, ma è anche vero che lui l’ha vissuta qualche anno fa, quando l’amore per il basket stava rinascendo. Adesso siamo in un momento di passione eccezionale ed è bellissimo giocare in un palazzetto sempre pieno ed entusiasmante. Con i miei compagni ne parliamo spesso e da oggi vogliamo cercare di vincere qualche partita in più in casa, per dare soddisfazione ad un pubblico che ci sostiene sempre; le partite casalinghe hanno portato anche qualche giusto fischio, ma in linea di massima ci sostengono sempre e meritano grande impegno da parte di tutti noi”.

Milano, più dello scorso anno, sta dimostrando di essere la squadra più forte in Italia, ma diverse squadre si sono rinforzate per tentare di dare filo da torcere agli uomini di Banchi. Quali sono le sorprese e le squadre che ti hanno deluso? “Le squadre che più mi hanno sorpreso sono Reggio Emilia, Cremona e Trento. Se poi pensiamo che tutte e tre sono le squadre che fanno giocare più italiani, spero che sia un messaggio anche per la Lega. Nessuno crede negli italiani, ma se una società punta ad un gruppo di italiani ben fatto, credo si possa arrivare in alto. Quelle che mi hanno un po’ deluso forse sono Caserta, che certamente non credevo di trovare in questa posizione di classifica a metà campionato e poi forse Cantù e Roma, che hanno un buon potenziale, non ancora del tutto espresso”.

Per finire parlaci brevemente dell’esperienza all’All Star Game, da alcuni criticata per la poca “energia” messa dalle due squadre in campo e la voglia di rendere troppo spettacolare un gioco, che spettacolare lo è già di per se. “E’ stata una bella esperienza. Sappiamo che è un momento di divertimento e non è basket vero, con la sola volontà di fare spettacolo e senza badare alle difese. Lo scorso anno fu contestato perché la nazionale giocò troppo la gara, quest’anno invece è stato contestato perchè non c’è stata molto partita. Sono quelle situazioni in cui, comunque vada, c’è sempre qualcuno che contesta e quindi conviene capire se è una manifestazione che in Italia ha un senso oppure no. E’ un’esperienza particolare, con giocate spettacolari come la gara delle schiacciate o il tiro da 3; se però si va al palazzetto con l’intento di vedere una partita vera, ovviamente si rimane delusi. L’averla vissuta con mio fratello è stato bellissimo. Noi stiamo sempre bene assieme e fa sempre piacere ritrovarci, visto che ci vediamo veramente poco; riunirci per una esperienza come questa, credo sia anche motivo d’orgoglio per i nostri genitori”.

 

 

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