Treviso è cancellata: il basket italiano piange la scomparsa,siamo sicuri?

Dallo scorso Sabato 14 Luglio la gloriosa piazza di Treviso non farà più parte della massima lega del campionato italiano di baske,t dopo la decisione presa dal Consiglio Federale presieduto dal presidente Dino Meneghin.

L’organo giudicante, infatti, ha rigettato la richiesta d’iscrizione per il prossimo campionato 2012/13 della neonata Treviso Basket spa. Società Treviso Basket spa che era nata tramite l’unione di numerosi imprenditori locali nel tentativo di continuare l’attività cestistica nella città trevigiana nonostante l’addio di Gilberto Benetton. Sia chiaro che la famiglia Benetton aveva reso pubblico da più di un anno e mezzo che quello che è andato in archivio dallo scorso mese di Maggio sarebbe stato l’ultimo anno di sponsorizzazione per la squadra di pallacanestro. Stessa storia, anche per la squadra di volley, denominata col marchio Sisley, però con finale diverso, visto che la squadra di pallavolo trasferitasi a qualche chilometro di distanza a Belluno continuerà la sua avventura nella pallavolo italiana che conta anche nella prossima stagione. Molti interrogativi sorgono spontanei. Il primo è quello di chiedersi il perché con così tanto tempo a disposizione (un anno e mezzo dalla conferenza stampa d’addio di Gilberto Benetton) a Treviso si sia trovata una soluzione fuori tempo massimo nella costituzione della società Treviso Basket spa in una città che ha vissuto il basket ai massimi livelli per 30 anni grazie la famiglia Benetton?? Il secondo è possibile far morire così una società, squadra che a cavallo tra gli anni 90 ed inizio 2000 ha collezionato la bellezza di 5 scudetti vinti, 8 coppe Italia, 5 supercoppe italiane, 2 coppe Saporta e due finalissime di Eurolega? Il terzo è possibile far scomparire una società tra le cui fila hanno allenato allenatori del calibro di Pero Skansi, Zelimir Obradovic, Mike D’Antoni ed Ettore Messina, ed in cui hanno militato stelle assolute del basket europeo ed americano come Vinnie Del Negro, Toni Kukoc, Tyus Edney, Andrea Bargnani, e tanti altri campioni che a torto non nominiamo a ragione perché non servirebbe questo articolo, ma pagine e pagine d’inchiostro? La quarta ma è possibile che il Consiglio Federale “non abbia potuto chiudere un occhio” per il passaggio in extremis di denominazione della società (che inoltre avrebbe diviso l’attività agonistica di massima serie della nuova Treviso Basket spa dall’ attività giovanile della precedente società), cosa che sicuramente avrebbe creato un precedente, ma con le rassicurazione economiche dei numerosissimi soci che erano entrati a far parte del appena partorito sodalizio societario trevigiano? Alle prime due domanda mi viene da rispondere che viviamo in una nazione che troppo spesso cerca di trovare soluzioni last minute, ma alle volte occorrerebbe sedersi ad un tavolino per pianificare il futuro nei tempi giusti; stesso paese questa nostra Italia che sempre con maggiore indifferenza mette sotto i propri piedi la propria storia ed origini, quindi non mi sovviene nessuna meraviglia che con una decisione presa nelle segrete stanze di un Consiglio Federale si possa cancellare oltre trent’anni di storia di una città, di una piazza di basket, che ha rappresentato ai massimi livelli la nostra nazione in Europa. Alla terza domanda rispondo con un po’ di tristezza e nostalgia, e vado, se mi è concesso anche fuori tema nella risposta, perché credo che la sempre più latente crisi del basket italiano renderà sempre più difficile, quasi impossibile, vedere a bordo campo allenatori, ed in campo giocatori del calibro sopra menzionati, se effettivamente non si capisce che occorrono cure (riforme sensate che stimolino interesse intorno al movimento da parte di sponsor e media) diverse per rivitalizzare la moribonda pallacanestro di casa nostra. Alla quarta domanda che è sicuramente quella con le maggiori spine, rispondo che probabilmente il Consiglio Federale ha trovato la soluzione giusta con l’esclusione di Treviso per riportare la serie A a 16 squadre. Tutti sappiamo come l’interesse dei più sia quello di avere una serie A con 16 formazioni (sembra quasi che in questa estate sia stata ripetuta la storia dell’estate 2008, quando furono cancellate Napoli e Capo D’Orlando per riportare la massima serie a 16 squadre, quest’anno Teramo e Treviso),perchè una serie A con un numero di club limtiato a 16 dovrebbe teoricamente sulla carta portare ad un campionato maggiormente equilibrato e con meno formazioni in affanno dal punto di vista economica; cosa questa, poi, tutta da verificare sul campo nella prossima stagione.  Treviso non c’è più, è cancellata dalla cartina del basket italiano, ma siamo sicuri che tutti abbiano accolto con dispiacere l’estromissione dei gloriosi biancoverdi dal prossimo campionato di Lega A 2012/2013.