Star Wars Finals: I protagonisti dopo l’inizio del terzo capitolo della triologia

Sono iniziate le Finals. La prima partita non ha svelato niente che non fosse già chiaro prima della palla a due: Siamo di fronte alle due migliori squadre della Lega e una delle due ha più frecce al suo arco. Come ci hanno insegnato gli episodi precedenti di questa triologia basta veramente poco a far ribaltare il mondo cestistico, facendo pendere l’ago dall’altra parte. Soprattutto, a differenza di quanto accade nelle triologie cinematografiche, non ci sono buoni e antagonisti. Le finali che abbiamo di fronte sono delle vere e proprie Guerre Stellari ma chi è l’Han Solo di Golden State? E Yoda? Proviamo a rispondere a queste domande usando anche gli indizi disseminati in gara uno.

Durant/ Han Solo

Il paragone viene sussurato da più di un detrattore che, senza alcuna remora, assimilerebbe KD al mercenario interpretato da Harrison Ford. Le similitudini però non si fermano certo qui: L’ex MVP ha dimostrato in gara uno di essere determinante nelle battaglie che più contano e i suoi colpi sono stati decisivi per demolire l’Impero Galattico con sede in Ohio.

In questo primo episodio della sfida si è subito vista la differenza sostanziale rispetto agli anni passati: l’addizione di KD ha non solo portato i tanti punti di un attaccante straordinario ma ha anche obbligato Cleveland a dover lasciare più spazio agli altri. Curry quest’anno è a un livello che ai playoff non aveva mai toccato. Questo si deve alla sua condizione fisica ma anche al fatto che con il nuovo compagno ha più spazio per rendere al meglio e per avere uno spazio sul perimetro che gli anni precedenti non aveva.
Insomma se non fosse arrivato Han Solo/ Durant a salvarlo probabilmente Luke/Curry non avrebbe disintegrato la sua personale Morte Nera.

Yoda/ Tristan Thompson

” Provare no! Fare, o non fare! Non c’è provare!”. Questo è il mantra di Tristan Thompson che in questa prima gara tra fare e non fare ha probabilmente scelto la prima. I Cavaliers non possono fare a meno del loro glorificato maestro delle piccole cose. Il vantaggio teorico dei Cavs, 23 a parte, è rappresentato dal teorico apporto del maestro delle piccole cose sotto le plance. I numeri però parlano di un Thompson con più falli che punti e, soprattutto, di una sola stoppata. Avere lo stesso numero di stoppate di un personaggio teoricamente messo lì solo per dare colore come Jar Jar McGeee non si confà a uno col profilo (e col contratto) di Thompson. Il canadese stavolta ha scelto il lato oscuro ma dalla prossima puntata bisognerà semplicemente tornare sè stessi, senza snaturarsi. Come diceva Yoda a Luke: “Non diverso! Solo diverso in tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato!”

Obi Wan/ Lebron James

Lebron e Obi Wan hanno in comune la conoscenza della Forza. Nessuno meglio del figlio di Akron (quello che in Ohio ci è vissuto) conosce le tecniche di controllo mentale. Lo score di gara uno parla di 28 punti, 15 rimbalzi, 8 assist e 2 stoppate ma è troppo poco per uno che ha portato un titolo a Cleveland, un impresa paragonabile solo a quella di essere il primo a sconfiggere un Sith.
Nelle prossime gare James/Obi-Wan dovrà dimostrare ancora una volta di essere capace nella Spinta della Forza perchè il body language di gara uno è bastato a far alzare il sopracciglio di tanti incontentabili critici.

R2-D2/ Klay Thompson

Forse perchè parla poco o forse perchè preferisce fare prima quello che serve alla squadra ma di lui sembrano essersi dimenticati un po’ tutti. Se è vero che giocoforza debba rinunciare a trovare la gloria personale con l’aggiunta di KD il droide K. Thompson ha dimostrato di potersi rendere comunque utile.
R2-D2/Klay col suo fedele sodale chiacchierone C-3PO /Green ha fatto di tutto per mettere in difficoltà gli attaccanti dei Cavs, anche con metodi poco ortodossi. Klay si è dimostrato capace di tener testa a qualsiasi computer, anche a quelli particolarmente potenti come il modello Kyrie Irving.
Pazienza se la coppia di androidi Klay- Green abbia messo insieme 6 su 28 dal campo e 1 su 10 dall’arco. Il loro ruolo è riparare le piccole falle nella macchina difensiva Warriors e, magari, strapparci la risata in sala stampa con una sparata (Green) o semplicemente firmando tostapane (Thompson).