Olimpia, adesso solo l’orgoglio può salvarti

andrea cinciarini, milan macvan, milano, 2017-02-22

La situazione per l’Olimpia Milano è drammatica: Trento ha sbancato due volte di fila il Forum di Assago e ora giocherà due partite in casa, dove potrebbe accontentarsi di finire 1-3 e prendersi tre match-point per chiudere la serie. La squadra di Repesa ha giocato male, non ha difeso il pitturato e ha giustamente perso due partite, trovandosi con l’acqua alla gola prima della trasferta in Trentino.

Cosa può fare l’Olimpia

Per ribaltare questa situazione, è necessario uno scatto d’orgoglio della squadra che in questi primi 80′ è comunque riuscita a mettere in difficoltà l’Aquila quando ha difeso e giocato a basket. Il cambiamento, quindi, deve per forza essere mentale, perché a livello di gambe sembra non esserci storia: Forray e compagni arrivano prima sui palloni vaganti e lottano su ogni rimbalzo, strappandoli anche dalle mani dei giocatori in maglia rossa. Vedendo anche l’attacco completamente immobile dell’EA7, non ci sono dubbi su quale sia la squadra più in palla, anche se sarà da vedere quando le rotazioni a 7 e mezzo di Buscaglia incominceranno a farsi sentire. Con l’infortunio di Simon, coach Repesa dovrà per forza cambiare qualcosa nel suo piano partita e la buona prova di Abass di ieri sera è una delle poche notizie positive di gara-2. Ripartire dagli italiani, che sono quelli che hanno demeritato meno in queste due gare, rischia di diventare l’unica possibilità per un’Olimpia spalle al muro. È obbligatorio che si passi dall‘esperienza e dalla voglia di Cinciarini, magari anche recuperando Cerella, che a livello di energia può sicuramente dare più di un Sanders, per esempio che è in precarie condizioni fisiche. La palla ora è nelle mani di Repesa, che in qualche modo dovrà provare a girare l’inerzia della serie.