Il Real Madrid continua sul trono di Spagna

Real Madrid e Barcellona, Barcellona e Real Madrid. Come gli Stark e i Lannister nella celeberriba serie televisiva “Il trono di Spade”, blancos e blaugrana si susseguono sul trono sportivo spagnolo, sia nel calcio che, soprattutto, nella pallacanestro, dove dal 2010 (scudetto vinto dal Baskonia) i due grandi club del paese iberico si sono susseguiti sul trono più ambito tre volte ciascuno, affrontandosi nelle ultime 5 finali consecutive.

Ha vinto il Real Madrid, imponendosi 3-1 nella serie finale contro il FC Barcelona Lassa, conquistando così il suo 33º titolo ACB. I catalani giocavano con il fattore campo a favore, avendo vinto la regular-season (29 vittorie e 5 sconfitte per entrambe le squadre, ma il Barça aveva la differenza canestri favorevole). 

Il Barça era partito con il piede giusto, vincendo Gara 1 per 100-99, con 19 punti del neo-kossovaro Justin Doellman e 18 del greco Stratos Perperoglou, possibile avversario dell’Italia al preolimpico, autore del canestro decisivo sulla sirena finale. Il risultato largo lasciava prevedere che, continuando con questo tipo di pallacanestro offensiva, alla fine l’avrebbe spuntata il Real Madrid, e così è stato.

Il Barça, infatti, durante la regular-season ha viaggiato su una media di 83.4 punti segnati e 70.1 incassati, mentre il Real Madrid è stato di gran lunga il congiunto più prolifico, mettendo a segno una media di 95 punti a incontro (e prendendone 81.4). Xavi Pascual ha provato a vincere “segnando un punto in più dell’avversario” e gli è andata bene in gara 1, ma nei tre incontri successivi ha sofferto impotente, seduto sulla sua sempre più traballante panchina, vedendo come il Real Madrid bombardava i suoi senza pietà.

In Gara 2, sempre al Palau Blaugrana, il Real Madrid è stato corsaro con il netto punteggio di 70-90, grazie al solito Sergio Llull (20 punti) e a un impeccabile Gustavo Ayón, per il centro messicano, anche lui possibile avversario dell’Italia al preolimpico, 19 punti, frutto di 9/9 dal campo.

La serie ha cambiato quindi di scenario, spostandosi al Barclaycard Center della capitale spagnola, ma in Gara 3 le sensazioni sono state le stesse dello scontro precedente, con la compagine di Pablo Laso capace di surclassare gli eterni rivali 91-74, con ancora Sergio Llull sugli scudi (21 punti, 7 assist, 4 rimbalzi), questa volta accompagnato da Rudy Fernández (18 punti).

Gara 4 è stata una partita a sé stante, come se fosse una finale unica, di quelle di una volta, dove le due squadre si giocavano la vita come se non ci fosse né passato né futuro: il Real Madrid ambiva a proclamarsi campione davanti al pubblico di casa e il Barça non voleva chiudere un altra stagione senza titoli (a parte la Supercoppa a inizio anno). In un palazzetto pieno fino all’ultimo (12.173 spettatori) l’ha spuntata il Real Madrid 91-84.

Gli ospiti hanno cercato di non regalare vantaggio iniziale ai rivali e hanno trovato subito ottimi canestri sia dal perimetro con Oleson, Navarro e Satoransky, sia nel pitturato, con Ante Tomic facendola da padrone sotto canestro e chiudendo il vantaggio il primo parziale. Nel secondo quarto sei punti di Llull nei primi due minuti riequilibravano subito la sfida, con il Barça che riusciva a mantenere due punti di vantaggio all’intervallo. Nel terzo parziale si è vista la miglior versione di entrambe le compagini, con emozioni a non finire, fino a quando tre canestri consecutivi di Ayón regalavano il primo ampio vantaggio al Real Madrid. Nell’ultimo quarto i padroni di casa cominciavano ad assaporare il titolo, e non si sono lasciati intimorire neanche da un parziale di 2-9 che aveva ridato un barlume di speranza ai blaugrana, che si erano riportati sul -1; ma una tripla di Sergio Rodríguez e i canestri degli intrepidi Llull e Trey Thompkins avevano contribuito a chiudere l’incontro con la vittoria del Real Madrid: game-set-match. Partita, serie, campionato.

Secondo titulo ACB consecutivo, terzo negli ultimi quattro anni, secondo trofeo della stagione dopo la Copa del Rey alzata al cielo in febbraio. Una stagione iniziata un po’ in sordina, dopo l’en-plein del 2014-15, con Coppa, Supercoppa, Campionato ed Eurolega, ma terminata poi in crescendo per questo gruppo di campioni che gioca una pallacanestro moderna e divertente, segnando sempre tanto, soprattutto dai 6.75.

Momenti di gloria per Pablo Laso, che in 5 stagioni alla guida dei blancos ha vinto 3 campionati, 4 Coppe del Re, 3 Supercoppe, un’Eurolega e una Coppa Intercontinentale. Sensazioni diametralmente opposte, invece, sulla panchina del FC Barcelona, dove la lunga avventura di Xavi Pascual, al timone dei blaugrana dal 2008, sembra giunta ormai al termine.

MVP della finale è stato eletto Sergio Llull, che anche in Gara 4 ha messo a segno 21 punti. La guarda di Minorca ha disputato dei Playoff da sogno, con 19 punti e 22 di valutazione di media nella serie finale. Llull ripete così il titulo di MVP conquistato l’anno scorso e si converte nel secondo giocatore della storia del club capace di rivalidare il titolo dopo Arvydas Sabonis, che l’aveva fatto suo nel 1992-93 e 1993-94.

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