Final Four Eurolega: Spanoulis fa sognare il Pireo

Sarà l’Olympiacos Pireo di coach Dusan Ivkovic a contendere al CSKA Mosca il massimo titolo continentale della stagione 2011-2012. I greci si qualificano per la finale di Eurolega, superando il favorito Barcellona per 68-64, in una partita illuminata dal talento di Spanoulis, ma soprattutto gestita magistralmente dalla panchina dal genio serbo.

L’Olympiacos mette in campo una difesa pressoché perfetta, tira molto meglio degli avversari, soprattutto da tre (9/20 contro il disastroso 3/19 dei catalani) e gestisce il gap negativo a rimbalzo (alla fine 33-43 pro Barça, con 19 rimbalzi offensivi per gli uomini di Pascual) guadagnandosi l’accesso alla seconda finalissima della propria storia.

In cronaca. C’è un pezzetto d’Italia in questa semifinale, con Lamonica e Sahin a dirigere insieme al tedesco Lottermoser. Si parte e l’Olympiacos fa subito capire le proprie intenzioni, con un parziale di 8-0, aperto dalla tripla di Spanoulis in faccia a Lorbek. Prova a reagire il Barça, ma al 5’ è solo 10-6, con i catalani imprecisi dal campo (3/11) e Huertas che non riesce a star dietro al folletto col numero 7. Entra Sada e le cose vanno decisamente meglio, il play greco tende ad andare un po’ sopra le righe, ma i blaugrana vedono il canestro dal buco della serratura ed il primo quarto si chiude sul 17-11.

Secondo quarto. Senza Spanoulis, in panchina a rifiatare, l’Olympiacos è decisamente un’altra squadra, molto più prevedibile in attacco, tanto che Ivkovic lo rimanda presto in campo. Il ritmo adesso lo fa il Barcellona, che inizia a far valere i centimetri dei propri lunghi sotto canestro, ma è una fiammata di Navarro a dare prima la parità e poi il vantaggio (che sarà l’unico della serata) ai catalani con la tripla del 26-27. Risposta targata, manco a dirlo, Spanoulis (primo tempo da 11 punti, con 3 assist e 4 falli subiti, ma anche 5 palle perse), che inventa un gioco da tre punti, poi manda a schiacciare al volo Dorsey sulla sirena di metà partita, dopo aver attirato l’aiuto di Ndong.

In avvio di terzo periodo si materializza un’altra spallata dei greci, grazie soprattutto a Papanikolau e Printezis, protagonisti in un quintetto atipico, che vede un buon Hines schierato da centro. Con la sapiente regia di Spanoulis i biancorossi tornano a +8 sul 41-33 dopo pochi minuti. Il Barça rimane in partita con una serie di extra-possessi, grazie a Fran Vazquez, il migliore dei lunghi di Pascual, in grande evidenza con 6 punti ed un paio di buone letture difensive. Papanikolau con la tripla e Law dall’angolo rimettono 3 possessi di distanza tra le squadre, ma ancora Navarro ed uno spento Lorbek da sotto limano le distanze fino al 50-47 di fine terzo quarto.

L’ultima frazione si apre ancora nel segno dei biancorossi: un contropiede chiuso da Dorsey ed un pick’n’roll con arresto e tiro magistrale a centro area del solito Spanoulis riportano a +7 i greci sul 56-49. Ma è Re Juan Carlos il protagonista del 7-2 con cui il Barça ricuce per l’ennesima volta sul 58-56, quando si entra negli ultimi 5’ di partita. Il gioco si fa duro, ed ecco spuntare Richard Dorsey, che spazza tutto quello che passa sotto i tabelloni, soprattutto in attacco: l’ex Baskonia recupera extra possessi che Printezis, con una tripla terrificante, e Papanikolau e Mantzaris dalla lunetta trasformano nel nuovo + 7 greco, 63-56 a poco meno di 3’ dalla fine. Sembra finita, ma i blaugrana lottano come leoni, conquistando dalla lunetta i punti che non trovano dal campo. E’ –2, 63-61 a 1’30” dalla fine, quando Spanoulis infila un tracciante da fermo da 8 metri, che sembra “matare” il toro catalano. Ma è ancora Ndong dalla lunetta (3/4 in due possessi) a riportare il Barcellona a contatto: 66-64 e palla in mano a 43” dall’ultima sirena, grazie ad una palla vagante a rimbalzo recuperata da Mickeal.

Quando la tragedia per i greci sembra ad un passo, Huertas fallisce la tripla frontale piedi per terra del possibile sorpasso. Nel possesso successivo Spanoulis attacca ancora Ndong sul cambio difensivo, attirandolo fuori dall’area e trovando, con un angolo impossibile, ancora Dorsey per l’appoggio al vetro del 68-64, che chiude di fatto la partita a 15” dal termine. Stavolta la squadra di Pascual non si rialza più, mentre l’Olympiacos vola meritatamente in finale, ribaltando un pronostico che la vedeva come la meno accreditata tra le 4 finaliste. Spanoulis (21 alla fine con 6 assist ed una sola palla persa nella ripresa) e Printezis (14 con 2/2 da tre) i migliori in campo, all’interno di una prova di squadra che celebra il genio di coach Ivkovic. L’incredibile sogno biancorosso rimane vivo fino allo show-down di domenica contro Sua Maestà il CSKA Mosca, favorita per il successo finale sin dalla prima palla a due della competizione.

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