Final Four di Eurolega: il CSKA spegne il sogno del Pana

E’ il CSKA Mosca la prima squadra a staccare il biglietto per la finale di Eurolega, battendo il Panathinaikos per 66-64, al termine di un a partita tiratissima e di una fisicità a tratti bestiale. Sull’ultimo possesso, a 9” dalla fine, Diamantidis non trova la luce per la tripla del sorpasso e, sulla difesa di Khryapa, perde la palla della possibile finale.

C’è voluta una grossa impresa da parte dei russi, favoriti sulla carta, per avere ragione di un Pana che ha giocato a viso aperto ed è stato a lungo in vantaggio, con punte di 14 punti nel primo tempo.

Coach Obradovic schiera in quintetto Jasikevicius e Maric ed il Pana comincia a macinare pick’n’roll, mandando al ferro il centro serbo per tre volte consecutive. Entra Batiste e la musica non cambia, il lungo ne mette 5 in fila, con Jasikevicius e Diamantidis a dirigere l’orchestra.  Il Cska prova a chiudere sotto, ma prima Sato, poi il lituano colpiscono dall’arco per il 7-19 di metà primo quarto. I russi hanno mani freddissime da lontano e i biancoverdi presidiano bene il proprio tabellone, con Kaimakoglou in evidenza. Jasikevicius regala altre due perle nel finale di quarto ed il coast-to-coast sulla sirena di Logan per il 15-29 dà la misura di quanto il CSKA sia scosso.

Il secondo quarto vede il Pana meno brillante in avvio, con Obradovic che si affida alla panchina per gestire i minutaggi delle sue stelle. Una tripla di Calathes regala ancora il +13, prima che l’attacco greco si fermi di schianto. Mosca la mette sul piano fisico, fa la faccia dura in difesa, cambiando sistematicamente ad ogni possesso. L’area si chiude per i verdi e la palla smette di circolare. Ne escono tiri senza ritmo (con Diamantidis parecchio impreciso dall’arco) e palle perse, mentre in quella che una volta si sarebbe definita bagarre emerge il talento di Andrei Kirilenko: l’ex Utah Jazz segna 8 punti nel quarto e riporta sotto i suoi, fino alla tripla del pareggio a quota 32 a poco più di un minuto dall’intervallo lungo. Soltanto Batiste, per i greci, interrompe una siccità offensiva di oltre 6 minuti, chiudendo il primo tempo sul 32-34 per il Pana.

Nel terzo quarto è subito chiaro che si assisterà ad un altro tipo di partita. Teodosic illumina la scena con il no-look per Krstic in apertura, poi Jasikevicius ne mette 5 in fila per il nuovo +5, ma il CSKA non molla la presa. Ancora Kirilenko il protagonista, braccio armato di un attacco che ha trovato in Viktor Khryapa il proprio direttore, neppure troppo occulto. Con la tripla di AK per il 41-39, primo vantaggio di serata, bissata dall’alley-oop su assist sempre di Khryapa i russi sembrano girare l’inerzia della partita. Se il Panathinaikos non crolla, anzi reagisce, lo si deve soprattutto a Kaimakoglou: il lungo di Obradovic è l’anima della squadra: segna da tre, nel pitturato, si procura tiri liberi e, grazie anche a due invenzioni (tripla e canestro più fallo) di Diamantidis, i greci chiudono avanti 51-55 la terza frazione.

Ultimo quarto con l’intensità che sale a livelli impressionanti. Dentro l’area del CSKA non passa più uno spillo con Krstic, Kirilenko (7 stoppate in due alla fine) e Khryapa a chiudere ogni varco. Si entra negli ultimi 5 minuti con il Pana ancora su di uno 58-59, punteggio a lungo fermo fino a 3’30 dalla fine, quando Shved, con una giocata in puro stile NBA, spezza il raddoppio sul pick’n’roll e va al ferro di sinistro col cambio di mano in aria. Jasikevicius (19 punti per lui, alla fine) non ci sta e risponde con un capolavoro alla Navarro, seguito dalla tripla del +4 a poco più di due minuti dalla fine. Ma c’è ancora Shved sulla strada della finale, che trova un altro tiro impossibile, aiutato dal ferro della Sinan Erdem Arena e poco dopo dalla lunetta (male il CSKA nella serata 17/27) riporta i suoi a –1, 63-64.

Ultimo minuto: Jasikevicius cerca Batiste sotto, respinto con perdite, Teodosic con una giocata geniale in dai e vai con Krstic firma il jumper dalla linea di fondo che vale il sorpasso a 38”. Dopo il time-out di Obradovic, Jasikevicius prova a sorprendere Vorontsevich sul cambio, andando dentro l’area, ma non trova il bersaglio. I tiri liberi sbagliati dai russi, complice un incredibile 0/2 di Teodosic a 9” dalla fine, regalano l’ultima chance ai greci, fallita da Diamantidis. La squadra di Kazlauskas vola in finale, grazie soprattutto ad un Kirilenko MVP del match e ad un Khryapa decisivo ben aldilà di quanto dicano le statistiche.

 

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