Siena, inchiesta Time Out: rinviate a novembre tutte le decisioni. Da definire la posizione di Minucci

minucci

Si dovrà aspettare ancora alcuni mesi per avere un quadro più chiaro degli sviluppi del procedimento penale scaturito dall’Inchiesta Time Out, che nel 2014 scoperchiò l’attività criminale della rete dell’ex presidente e Gm senese Ferdinando Minucci e dei suoi sodali (vertici societari e di finta società di comunicazione) che portò al fallimento della Montepaschi Siena. Nell’udienza preliminare di ieri, sono state presentate 4 richieste di patteggiamento, che insieme alle altre posizioni dei  soggetti in causa, saranno ridiscusse nella nuova udienza del 19 ottobre: il successivo 16 novembre, il Gup del Tribunale di Siena Roberta Malavasi renderà note tutte le sue decisioni riguardo al complesso delle richieste di rinvii a giudizio, patteggiamenti, riti abbreviati o archiviazioni dei vari soggetti in causa. In particolare, c’è attesa per capire il futuro del grande accusato, Ferdinando Minucci, che non ha ancora sciolto le riserve, anche se nella precedenza udienza era stato annunciata informalmente la volontà di patteggiare e l’inizio dei colloqui con il Pm.  Come noto, sono 14 le persone indagate a vario titolo all’interno dell’inchiesta Time Out, e 33 i reati contestati: associazione a delinquere, riciclaggio, ricettazione, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa denuncia, false comunicazioni sociali e ricorso abusivo al credito.

Le posizioni – Quattro come detto le istanze di patteggiamento presentate con il consenso del Pm Nastasi (coordinatore delle indagini) : Jacopo Menghetti, ex ds, per un anno e mezzo di reclusione, l’ex segretaria Olga Finetti per 3 anni di reclusione e 181mila euro, l’ex vice presidente Paola Serpi 3 anni con 80mila euro da versare alla curatela fallimentare, e infine 2 anni e 50mila euro già versati alla Curatela per l’ex amministratore delegato Luca Anselmi. Nell’udienza di ieri, si è discusso anche della richiesta di rinvio a giudizio di Cesare Lazzeroni, ex presidente della Mens Sana, di Federica Minucci (figlia di Ferdinando) e socia della società Essedue Promotion, del legale di quest’ultima società Pierluigi Zagni, Rosanna Mereu, ex moglie di Minucci e Stefano Bisi, ex direttore del Corriere di Siena accusato di ricettazione. Stefano Sammarini e Nicola Lombardini, personaggi chiave della Essedue Promotion (la ditta che aveva un ruolo determinante nell’architettura di ricircolo del nero), hanno scelto invece il rito abbreviato.

Il grande capo – Diversa è invece la situazione di Minucci. La cui posizione – che sembrava abbastanza chiara da quel che emerse nella precedenza udienza, in cui fu reso noto informalmente che erano iniziate le “trattative” col Pm per il patteggiamento – sarà decisa solo nella prossima udienza: i legali hanno ravvisato alcune difficoltà, e si sono riservati di prendere la scelta nel prossimo appuntamento in Tribunale, sul procedere per il patteggiamento o per il rito abbreviato. Clamorosamente fuori banca Mps, che non si è potuta costituire parte civile per un vizio di forma.

 

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