Pistoia-Sant’Antimo, scontro tra voglia di riscatto e sogni di gloria

Sembrerebbe il più classico dei testa-coda, ma la partita tra la Giorgio Tesi Pistoia e l’Igea Sant’Antimo è qualcosa in più. Due squadre che arrivano a questa partita con motivazioni e obiettivi di classifica diametralmente opposti, Pistoia apre infatti la classifica con 24 punti mentre invece Sant’Antimo la chiude con soli 10. Da un lato i padroni di casa intenzionati a continuare a cavalcare l’onda dei successi, nonostante il ko di Mathis, fino alla Serie A e dall’altra la matricola napoletana dell’Igea intenzionata più che mai a restare in questa categoria. Oltre questo, però, la partita tra queste due squadre ha un sapore un po’ speciale in virtù del rocambolesco esito della gara d’andata, giocata al PalaMangano di Scafati, e persa dalla squadra di Manuel Scotto in malo modo.
Considerato il rinvio della scorsa giornata, la Giorgio Tesi avrà l’opportunità di giocare la terza partita consecutiva in casa, dopo quelle con Imola e Brindisi, e di portare a quattro la striscia positiva di risultati aperta, nella prima giornata del girone di ritorno, in quel di Ostuni e che registra l’ultimo sigillo in casa, appunto, contro la forte Enel Brindisi. L’Igea, invece, è reduce dalla pesante sconfitta nel derby contro la Givova Scafati prima della quale, però, aveva ottenuto due importanti successi, prima a Veroli e poi in casa contro Brescia, che l’avevano rilanciata prepotentemente in classifica.

Chiave Tattica

Difficile valutare e prevedere che tipo di andamento assumerà la partita considerate le varie armi che le due squadre posseggono. Una possibile chiave tattica sarà quella di una possibile partita a scacchi tra Moretti e Di Carlo, i quali faranno del loro meglio per far sentire il meno possibile la mancanza dei titolari i campo, quando questi saranno costretti a rifiatare, non potendo contare su panchine profonde. Con l’infortunio di Mathis, Pistoia è costretta a presentarti con il capocannoniere del campionato (insieme allo scafatese Marigney) Dwight Hardy, 22.6 punti e 3 rimbalzi, in cabina di regia supportato dalla guardia italiana Giacomo Gurini (9.5 punti) e dal neo arrivato Jonathan Tavernari (10 punti e 3.5 rimbalzi). Maggiore alternativa, invece, presenta la squadra di coach Di Carlo con la possibilità di variare in cabina di regia sia l’asso americano Troy Bell (22.3 punti e 6.4 rimbalzi di media) che il giovane Riccardo Moraschini (9.3 punti e 2 assist) o addirittura il capitano Carlo Cantone a seconda se il momento della partita richieda un play che costruisca gioco, che tenga palla o che corra in contropiede. Insieme a Bell e a Moraschini, chiude il reparto esterni napoletano l’americano Folarin Campbell. L’ex giocatore di Rieti non è una guardia tiratrice ma è molto bravo a realizzare canestri e punti con penetrazioni e azioni caparbie, in alcuni casi eccessive.
Interessante sarà anche lo scontro tra gli interni delle due squadre, simili ma molto diversi tra loro. Il primo scontro sarà quello tra l’americano Bobby Jones (13 punti di media e 6.7 rimbalzi) e il montenegrino Milivoje Bozovic (9 punti e 9 rimbalzi di media). Jones è un giocatore molto fisico e dotato di grande atletismo mentre il napoletano è meno preciso al tiro ma decisamente inamovibile sotto canestro. Il duello tutto italiano tra Gek Galanda e Alessandro Cittadini chiude l’analisi. Leggenda del nostro basket, Galanda è un giocatore che nonostante i 37 anni riesce a dare un importante contributo alla squadra con 10.1 punti e 5.5 rimbalzi. Cittadini, invece, dopo un inizio di campionato un po’ in ombra è tornato ad essere un giocatore molto importante sotto canestro ed ora le sue cifre contano 9.8 punti e 5 rimbalzi. Nella gara d’andata il Citta, autore di soli 6 punti, non fu autore di una buona prova in difesa su Galanda, suo l’errore difensivo che portò all’over-time la gara, e quindi avrà tutta l’intenzione di rifarsi.

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