Piacenza, fine della corsa

E’ finita, l’Unione Cestistica Piacentina non esiste più. Nella giornata di ieri infatti il presidente Rispoli non ha presentato gli ultimi documenti alla Comtec rinunciando di fatto all’iscrizione alla LegaDue. Ora, in seguito anche alla rinuncia di Ostuni, Forlì, Napoli e Torino restano alla finestra per un eventuale ripescaggio; da tenere presente anche la situazione di Treviso che potrebbe ripartire dalla LegaDue comprando proprio i diritti di Piacenza.

La società biancorossa chiude così i battenti dopo 9 anni (fusione nel 2003 tra Piacenza e Fiorenzuola) e 4 anni di successi ininterrotti che dal 2008 fino ad oggi hanno portato la squadra dalla C Dilettanti delle 40 vittorie su 40 partite ai playoff di LegaDue: in mezzo, tanti giocatori indimenticati per il loro entusiasmo e il loro talento, come i mitici Mario Boni e Hugo Sconochini o Claudio Sacco e Luca Gamba fino ad arrivare ad Alan Voskuil e a Capitan Marco Passera.

LA SITUAZIONE– Dopo l’ultima partita di playoff contro Barcellona e quel ricordo indelebile lasciato dal pubblico in piedi ad applaudire, molte voci hanno cominciato a rincorrersi, da quelle che parlavano di un fallimento della società, di un’entrata in scena di nuovi soci o ancora di uno scambio di diritti con Torino; fino al 2 luglio quando il comunicato apparso sul sito ufficiale dichiarava l’avvenuta iscrizione alla seconda divisione nazionale, mettendo a tacere anche i rumors più maligni.

Lo stesso Rispoli però, proprio la settimana scorsa ha dichiarato di non poter più continuare da solo, paventando anche la rinuncia di nuovi soci che avevano promesso di subentrare non appena il numero uno del Morpho avesse perfezionato l’iscrizione al campionato. Il presidente biancorosso, pur di mantenere in vita il basket a Piacenza, ha addirittura messo il titolo in vendita gratuitamente, ma nessuno si è fatto vivo, nonostante gli sforzi dei dirigenti Sambugaro, Stecconi e Maestri. Nemmeno i contatti col presidente di Roveleto ed ex socio di Rispoli Marco Beccari hanno portato a risultati, in quanto il numero uno del Bakery ha preferito impegnarsi per portare la sua squadra a livelli sempre più alti. Certo pensare di avere avuto in casa propria una risorsa del genere ed essersela lasciata scappare è davvero un peccato, ma non si può certo dire che il numero 1 del Morpho non abbia fatto di tutto per mantenere vivo il sogno dei sostenitori piacentini. Come se non bastasse, l’accordo tra Molinaroli e Cerciello, presidenti rispettivamente della pallavolo maschile e femminile, aveva “sfrattato” il basket dal PalaBanca, nonstante i 130.000 euro spesi l’anno prima per costruire un parquet adatto per la LegaDue.

 

E ORA?– Forlì e Torino sono le candidate per sostituire Ostuni, mentre la nuova Treviso potrebbe ripartire dalla LegaDue proprio comprando i diritti della defunta UCPiacentina. Ma cosa ne sarà del basket nella città emiliana? A quanto pare ci sarebbe un progetto per far crescere i giovani talenti nella società satellite che milita in serie D per ricominciare, chissà, una scalata verso i piani alti del basket italiano. Sambugaro, Maestri, Stecconi e Mambretti sono i maggiori promotori di questa idea, quattro persone che non hanno mai perso l’entusiasmo per la pallacanestro e che hanno dimostrato un grande affetto verso questi colori e questa città.

 

Un sogno dunque finisce, ma un altro potrebbe ricominciare dai piani bassi, proprio come fece la gloriosa UCPiacentina, col sostegno immancabile dei mitici tifosi piacentini, che ormai hanno fatto della palla a spicchi la propria ragione di vita

 

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