Non basta l’impegno, Upea ancora sconfitta a Verona

Alex Young al tiro Tutti a Capo d’Orlando sapevano di quanto sarebbe stato difficile dare la svolta al nostro campionato in una partita del genere; in pochi credevano in una vittoria a Verona che avrebbe ridato animo ed entusiasmo. Così è stato, il risultato ha rispecchiato il pronostico che vedeva gli scaligeri nettamente favoriti, anche se in campo c’è stato molto equilibrio e i paladini non hanno mai mollato la presa fino all’ultimo secondo di gioco.

Se si attendeva una risposta, almeno in termini di gioco, voglia ed impegno messo in campo, ci si può ritenere soddisfatti perché la squadra ieri ha mostrato piccoli segnali di ripresa. Certo, i due punti non sono arrivati e la posizione in classifica resta immutata, con l’altro fanalino di coda, Imola, ancora sconfitta in casa di Trento; allora cosa c’è di buono da prendere in una sconfitta? Da dove può ripartire questa Orlandina?

Senz’altro dal ritorno in campo con un’ottima prestazione di Marco Portannese, che finalmente è riuscito ad esordire in campionato segnando 12 punti e giocando ben 26 minuti; l’Upea può ripartire anche dalla discreta prova di George, miglior realizzatore dei suoi con 18 punti, il quale ha sì sofferto la prestanza fisica dell’avversario Lawal, ma ha praticamente fatto reparto da solo data l’assenza di capitan Benevelli e il poco utilizzo di Poletti (il tutto a favore di Alex Young, ieri utilizzato per parecchio tempo da “4”). Proprio Young, croce e delizia di questo inizio campionato, ieri ne ha messi a segno 13, quasi in linea con la sua media stagionale. Troppo poco? Forse sì, ma quel che conta è che il giocatore c’è e vuole riscattarsi. Rullo, invece, continua a dare tanta sostanza nei suoi minuti in casacca biancoazzurra: 10 punti, solito impatto con tripla al seguito e buona intesa con Portannese.

C’è poco da meravigliarsi se il duo italiano di cui sopra abbia giocato di più di Battle: per lui soltanto 6 punti in 21 minuti ed un terribile, ancora una volta, 0/5 da tre. Non è periodo per Talor, la sua grande opportunità la avrà la prossima in casa con Trieste.

Verona, invece, gioca la sua partita, dimostra di avere in pugno la gara per diversi frangenti, anche se a volte si fa recuperare subendo dei parziali preoccupanti (0-12 in favore dell’Upea). Il positivo ritorno dagli spogliatoi durante il terzo quarto, però, permette alla Tezenis di allungare e raggiungere il massimo vantaggio di 15 lunghezze il quale, tranne per qualche sbavatura nel finale, gli permette di ottenere 2 punti in più in classifica. Coach Ramagli ha potuto contare su un’ottima prestazione dell’italo-argentino Ghersetti, il migliore dei suoi con 21 punti, coadiuvato dall’altro lungo, il nigeriano Lawal, che ha fatto valere il proprio fisico con 12 punti (8 dei quali arrivati con una schiacciata) e 11 rimbalzi, cifre che nascondono di certo i suoi limiti tecnici ma che lo consacrano, ancora una volta, come uno dei lunghi più interessanti del campionato.

Conta poco se la Tezenis produce poco con gli americani: McConnell non entra quasi mai in partita, Westbrook timbra il cartellino, realizza 14 punti e regala a sprazzi giocate di puro talento. Il resto della squadra fa il suo onesto lavoro, piuttosto contribuisce ad irrobustire il bottino finale di 79 punti (7 Da Ros, 9 Chessa, 5 Frassineti, 7 Boscagin).

Verona conferma di essere una squadra molto ambiziosa, può certamente puntare in alto, ma molto dipenderà dal suo rendimento in trasferta, il quale potrà dare delle risposte più veritiere su ciò che realmente può fare in questa stagione.

L’Orlandina torna in Sicilia con 0 punti, 10 punti di distacco subiti che forse non rispecchiano pienamente le comunque buone prestazioni fornite in campo. Non è di certo questa la partita che poteva cambiare il campionato, contava molto di più far capire che l’Upea ancora c’è e non ha voglia di mollare.

Difficile stupirsi, però, se dovesse arrivare qualche strigliata dall’alto se l’Orlandina non riuscisse a vincere la prossima partita in casa, domenica 11 Novembre contro Trieste; a quel punto ogni provvedimento sarebbe giustificato.