Napoli: tanti interrogativi nella speranza di un miracolo

Con il passare delle ore l’esclusione da parte della Fip della società Nuovo Napoli Basket dalla LegaDue assume sempre più i connotati del più classico, facendo riferimenti ad altri settori, “Giallo Napoletano”.

Partiamo in primis dal comunicato di esclusione emesso dal Giudice Sportivo nella serata di ieri che sancisce l’esclusione della società napoletana dal campionato di Legadue,

ed l’immediato svincolo di tutti i tesserati (a proposito di ciò già si parla di coach Bartocci destinato sulla panchina di Scafati per sostituire l’esonerato Di Carlo, ed insieme al coach potrebbe fargli compagnia in gialloblu anche la giovane guardia Marco Ceron). La notizia dell’esclusione della neonata società era già nell’aria dal week-end, quando si è venuto alla conoscenza che Napoli non aveva pagato la prima rata delle tasse federali per l’importo di 33 mila euro, ed alla Federazione era arrivato un bonifico di appena 3 euro, ma la data ultima ed improrogabile  entro la quale la società partenopea avrebbe dovuto tentare di versare la quota di tassazione era quella di domani 24 Ottobre 2012. L’arrivo, invece, della sentenza dell’organo giudicante  nella giornata di ieri, con 48 ore d’anticipo dal termine ultimo, ha lasciato tutto l’ambiente basito e stupito. Perché la domanda che sorge spontanea la Federazione ha voluto accelerare i tempi dell’esclusione ed non attendere i due giorni previsti? La risposta più naturale sarebbe che una Federazione stizzita dal comportamento della società partenopea, che ha versato solo 3 euro nel bonifico per saldare le spettanze, abbia  perso speranza e fiducia, e si sia deciso di tagliare immediatamente ad inizio settimana il ramo secco Napoli. Seconda domanda cosa succederebbe, in via del tutto ipotetica, se miracolosamente (come si suole dire le vie del Signore sono infinite) la società con un colpo imprevisto di spugna facesse recapitare il famoso bonifico di 33 mila euro alla Federazione? A quel punto in tutta sincerità si potrebbero creare degli scenari impensabili al momento, ma una cosa è certa: a quel punto giuridicamente Napoli avrebbe tutte le carte in regola per un immediato ricorso nei confronti degli organi sportivi competenti. In merito a ciò (le promosse e le parole in questi giorni sono state tante ed i fatti nulli) alcune fonti vicino alla società riferiscono che si lotti ancora contro il tempo per cercare di racimolare la somma per mantenere in vita la società. Terza domanda: ma a quanti conviene un campionato di Legadue con una squadra già esclusa dopo solo tre giornate e con tutte le squadre già salve, cosa che irrimediabilmente falserebbe la stagione? Qual è la posizione in merito a ciò del presidente della Legadue Bonamico? Che il campionato venga irrimediabilmente falsato è sotto gli occhi di tutti, ed non occorre motivare in maniere ulteriore la ragione. Dal canto suo un amareggiatissimo presidente Bonamico si difende dicendo che i conti della società di Sant’Antimo (società che deteneva il titolo di Legadue prima di trasferirsi a Napoli) erano perfettamente a posto, ed era impensabile che una società dopo solo tre giornate di campionato si potesse trovare difronte ad un simile scenario, dove secondo il numero uno della seconda lega è mancato qualsiasi tipo di programmazione. Addirittura la delusione in Bonamico aumenta quando il suo pensiero ritorna ad appena tre settimane fa, quando il 1 Ottobre a Napoli fu presentato il campionato 2012/13, scelta della sede di Napoli non causale, a dimostrazione di come la lega fosse contenta della partecipazione al campionato della città partenopea. Ultima domanda, noi non ci domandiamo di chi sia la colpa di questa situazione venutasi a creare, ma ci domandiamo se in questo momento ci sia qualcuno disposto a credere ancora in questo progetto ed impiegare le proprie energie e capitali? A questa domanda vogliamo rispondere come ha risposto il quanto mai saggio coach Bartocci nella conferenza stampa di Domenica scorsa nel post gara contro Imola: “Ci sono personaggi che potrebbero fare qualcosa, darci una mano, ma la storia è piena di personaggi che avrebbero potuto fare ma non hanno fatto”.

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