Napoli, ripescaggio quasi andato si pensa alla fusione con S.Antimo

Le previsioni meteo parlano di una brusca discesa delle temperature nei prossimi giorni ma non hanno fatto i conti con il termometro di casa Napoli (sponda pallacanestro, ovviamente) che ogni estate tocca vette sempre più alte tra dubbi sulla partecipazione o meno delle nostre squadra, sul trasferimento di titoli e, in ultimo, sull’esito della disperata ricerca di sponsor. A poco più di un anno di distanza torna ad essere prepotentemente di moda l’ipotesi del trasferimento di Sant’Antimo a Napoli ma questa volta in una veste che mai era stata presa in considerazione in precedenza… fusione.

Circa una settimana fa il Napoli Basketball riceveva l’ok da parte del Consiglio Federale per quanto riguarda il ripescaggio nel campionato di LegaDue. Ad oggi, però, e come era purtroppo prevedibile, la dirigenza capeggiata da Salvatore Calise non sembra essere riuscita nell’intento di raccogliere i fondi necessari (una cifra che si aggira sui 200mila €) per regolarizzare l’iscrizione. Con la città che difficilmente accetterebbe un altro anno in Divisione Nazionale A, per non parlare di ancor minore apporto di sponsor conseguente dalla “brutta figura” di non essere riusciti a racimolare la suddetta cifra, ecco che spunta fuori l’idea di andare a bussare a casa di un silente e scontento Architetto Aniello Cesaro (presidente di Sant’Antimo) per proporre, appunto, una fusione.

Le proprietà delle due società napoletane si sono già incontrati in questi giorni e pare che massimo per lunedì si possa arrivare già ad un compromesso con il conseguente rimpasto dell’organigramma. Bisogna aspettare ancora qualche giorno per ulteriori indiscrezioni per lo sviluppo dell’operazione che, ad ogni modo, ha già avuto la benedizione del presidente della LegaDue, Marco Bonamico. Fondamentale, comunque, è che l’Arch. Aniello Cesaro (che sembra essere piuttosto scontento della risposta della sua Sant’Antimo a questo primo anno di professionismo) resti a capo di questa nuova società in modo da poter mettere a disposizione della città di Napoli quella base economica che oggi è del tutto inesistente e che solo lui sembra essere in grado di garantire. Non avrebbe senso (sempre a nostro personalissimo parare, sia ben chiaro) ripartire all’ennesima ricerca di sponsor se poi non c’è una base economica (chiara e definita) sulla quale fare affidamento. Vero anche che Calise e Minopli avrebbe dinanzi un po’ di tempo in più per trovare qualche partner ma il fatto di essere quasi nel mese di Agosto non favorirebbe in alcun modo le trattative. Una società, invece, con a capo l’Arch. Cesaro farebbe sicuramente da magnete nei confronti di molti imprenditori locali e nazionali che già sembravano aver sposato il progetto lo scorso anno in caso di trasferimento. Le cose, però, si fanno in due ed è bene che la città di Napoli si apra finalmente al trasferimento di Sant’Antimo e che le istituzioni, nelle persone di Manfredo Fucile e Gianni Del Franco, sposino questo progetto una volte e per tutte in modo da non farsi sfuggire quello che potrebbe essere realmente l’ultimo treno disponibile per ritrovare stabilità e credibilità.

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