Legadue: Piacenza e Ostuni fuori dai giochi. Ecco chi spera nel ripescaggio

Si salvi chi può. Quello della Legadue sembra ogni anno un bollettino di guerra: superstiti, feriti e dipartiti. Negli ultimi anni hanno detto addio: la storica Viola Reggio Calabria nel 2007, Fabriano nel 2008, Livorno e Fortitudo Bologna nel 2009, ancora Fortitudo Bologna, Pavia e Vigevano nel 2010. Il 2011 è un’ ecatombe, addirittura ne saltano in quattro: Rimini, Udine, Casalpusterlengo e Ferrara. E veniamo al 2012, a quelli che saranno i verdetti di questa rovente estate.

Le squadre seriamente a rischio sono due. Piacenza sembra definitivamente fuori, Ostuni quasi.

Per la Morpho in un primo momento sembrava sventato l’incubo della rinuncia alla Legadue con la formalizzazione dell’iscrizione dello scorso 2 luglio. Oggi invece il destino della società emiliana sembra segnato. Ad approfittarne potrebbe essere Treviso nel caso in cui la nuova società, costituita per sopperire all’addio dei Benetton, venga esclusa dalla massima serie. La nuova Treviso infatti potrebbe utilizzare il posto di Piacenza per costruire un nuovo ciclo e non essere costretta a ripartire dai dilettanti.

Veniamo ad Ostuni. In Puglia non è un bel periodo per il Basket. Piazze storiche hanno rinunciato alle rispettive categorie: Ruvo di Puglia ha mollato la Dna, Corato la Dnb. Per Ostuni la storia potrebbe ripetersi. In verità per l’Assi Basket qualche speranza, anche se piccola, c’è: si cercano ulteriori fondi e sponsor per completare l’iter dell’iscrizione al campionato e ciò che preoccupa è l’indifferenza di una parte della classe imprenditoriale della città. Da questo punto di vista il comunicato della società diramato nella giornata di ieri non lascia spazio ad interpretazioni:
L’Assi Basket Ostuni comunica ai tifosi e all’intera cittadinanza che quasi sicuramente non riuscirà ad onorare le ulteriori incombenze finanziare necessarie ed indispensabili per l’ammissione definitiva al campionato di Legadue 2012-2013. Dopo i ripetuti e notevoli sacrifici compiuti dai soci ed in particolare direttamente dal sindaco e di fronte alla indifferenza di chi avrebbe potuto, e “non dovuto”, sostenere l’avventura sportiva della città di Ostuni, frutto di un lungo e faticoso percorso che ha visto in passato impegnate aziende importanti della nostra città (Telcom, Ital Green Energy ecc.) oggi completamente disinteressate, la prosecuzione della entusiasmante esperienza nel campionato professionistico, diventa di fatto impraticabile. Se nelle prossime ore non accadrà nulla di nuovo sul piano di sostegno e collaborazione, seppure con profondo rammarico, avrà termine la gloriosa storia sportiva dell’Assi Basket Ostuni.

Concludiamo con la questione ripescaggi. Tre le società in ballo: Forlì, fresca retrocessa e quindi prima avente diritto, poi Napoli e Torino. Da un punto di vista economico la situazione migliore sembra essere quella della società piemontese, mentre Napoli e Forlì sono un punto interrogativo. I campani, protagonisti di una regular season di Dna più che positiva, sono ancora alla ricerca di sponsor mentre per i romagnoli si registra una situazione debitoria non proprio di poco conto. In caso di rinuncia al ripescaggio da parte dei partenopei e dei forlivesi, Torino avrebbe via libera. Federazione permettendo.

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