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Basile sulla sirena, Capo d’Orlando sogna

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Partiamo dalla fine: mancano 2 secondi e 5 decimi alla fine della partita, Capo d’Orlando è sotto 62-63. Il Poz chiama timeout, disegna uno schema, probabilmente anche i bambini sapranno che sarà Basile a prender e l’ultimo tiro, ed infatti è così. Il Baso esce dai blocchi, fa un palleggio, si alza per un tiro in sospensione, la parabola si alza, la palla va dentro. Canestro da 2 punti, col fallo, sulla sirena. Sul +1 sbaglia il libero volontariamente e la partita finisce. Capo d’Orlando conquista altri due punti, fa bottino pieno in questa settimana magica, in cui ha gioito per ben tre volte: domenica scorsa contro Ferentino, giovedì nella bellissima vittoria del derby e questa sera contro una rognosissima Verona.

La troupe di Ramagli, infatti, scende in Sicilia ben determinata nell’invertire il trend negativo delle ultime 3 giornate, che li ha visti perdere sempre. Verona, una delle squadre più attrezzate del torneo, può contare sul talento di Taylor e sull’esperienza di Smith, due fra gli americani più forti della Legadue, e poi su un pacchetto italiani formidabile.

La vera forza di Verona è emersa anche oggi, grazie alla completezza di un roster allestito con accuratezza, in cui i canestri di Callahan e le giocate di Carraretto e Boscagin possono tranquillamente sopperire quei momenti, pochi a dire il vero, in cui il duo esterno americano entra in difficoltà. Taylor nella prima parte della partita e Smith nel secondo tempo, infatti, garantiscono solidità a Verona, che combatte coi denti contro l’Upea in una gara forse non troppo spettacolare ma molto equilibrata.

Così come lo scorso anno, la difesa ben preparata da Ramagli mette in difficoltà Mays e company, che soffrono maledettamente la zona 2-3. Quando però la palla riesce ad andare in punta, da Nicevic, ecco che l’Orlandina riesce a trovare delle soluzioni fuori dall’arco: più di una volta il centro croato, infatti, riesce a togliere le castagne dal fuoco con le sue giocate, armando la mano calda di Basile o quella di Mays, oggi incontenibile nel primo tempo ma un po’ fuori dai giochi nel secondo.

Il play ex-Scafati resta in campo più di 38 minuti, Archie per 38, Portannese per 37, Basile e Nicevic sopra i 30. Pozzecco forse non si è fidato di Laquintana e Benevelli, oggi sul parquet davvero per pochissimo tempo, probabilmente per paura di essere ripreso da Verona. Il parziale a favore degli scaligeri, in effetti, arriva puntuale nel secondo quarto, e probabilmente condiziona il Poz per tutto il resto della partita.

Il rischio preso, alla fine, porta comunque i suoi frutti e i due punti all’Upea, che soltanto 5’ prima della fine si trova sotto 50-57. Poi, la bomba di Basile che fa esplodere il palazzo e risvegliare un pubblico oggi forse un po’ spento. Il finale thrilling, in cui vengono fuori Nicevic con un bell’appoggio e Mays grazie ad un recupero ed un coast-to-coast, sorride all’Upea e condanna la Tezenis.

Tezenis che oggi, nonostante tutto, ha fatto una grandissima impressione al PalaFantozzi, e se avesse portato a casa i 2 punti nessuno avrebbe avuto da ridire.

L’ultimo minuto vede Basile fare 1/2 e l’Orlandina non commettere subito il 4° fallo per rosicchiare qualche secondo all’azione dei ragazzi in maglia blu. Il fallo infatti arriva a 2 secondi e 5 decimi, quelli che sono serviti a Smith per segnare, in una bolgia infernale, i due tiri liberi, ma anche quelli che hanno permesso al Baso di fare l’ennesimo buzzer beater della sua carriera.