Applausi a scena aperta per un’Orlandina perfetta!

Foto: www.orlandinabasket.itFinalmente un sorriso. Finalmente Orlandina. Abbiamo dovuto aspettare nove giornate prima di gioire tra le mura amiche. Nove lunghissime giornate che hanno visto l’Orlandina perdere ben 4 volte di fila in casa. Oggi la svolta, il segnale rivolto a tutto il campionato che dimostra che l’Orlandina c’è, questa volta per davvero. (foto: www.orlandinabasket.it)

Una partita perfetta quella disputata dai ragazzi di coach Pozzecco, giocata con la giusta convinzione nei propri mezzi e con la sola idea di dover conquistare i due punti che servivano per rilanciarsi.

Difficile stabilire un MVP della gara: la prova corale di squadra, soprattutto in difesa, ha permesso ai padroni di casa di stare sempre davanti senza dare alcun segno di cedimento (come visto, invece, in tutte le altre partite casalinghe). Sicuramente i veri protagonisti sono stati i coloured, non solo per i punti realizzati ma anche per l’intensità mostrata in campo: per Young ben 28 punti e 8 rimbalzi, per George 21+7 e per Battle 20+11 assist, segno tangibile che, oggi più che mai, si è giocata una partita insieme, passandosi la palla, di squadra appunto.

L’Orlandina, pensate un po’, per la prima volta riesce a tirare da fuori con percentuali al di sopra del 30% (tranne una volta, a dir la verità, perchè contro Trieste ha tirato col 33%): questa sera un positivo 6/13 dalla lunga distanza, tanti tiri presi piedi per terra e soprattutto tanto spettacolo con diverse schiacciate (un alley-oop di Portannese per Battle su tutte).

Coach Pozzecco si sbraccia, si toglie la giacca, la rimette, carica il pubblico, incita i giocatori in panchina e strattona quelli in campo che passano davanti a lui: un autentico leader, un personaggio anche nelle vesti di allenatore, un uomo dal carisma indescrivibile.

Brescia ci prova più volte a rimanere in partita con Giddens che, seppur un po’ nervoso, mette a segno 16 punti con 8/10 da due punti. Un po’ spento, invece, l’altro americano Jenkins, così come Brkic e Barlos, troppo imprecisi e poco incisivi sotto canestro. Tutto merito di Otis George(oggi probabilmente ha giocato una delle sue migliori partite), che insieme a Benevelli prima e Poletti poi, ha dominato sotto le plance. Buon impatto, bisogna dirlo, anche del giovane lungo Ciccio Pellegrino, messo in campo per il solito problema-falli del suo pari-ruolo dominicano.

Il migliore degli ospiti, al di là dei numeri che dicono 13 punti in 18 minuti, è sicuramente Federico Loschi: entra in campo per sostituire Jenkins e riesce quanto meno a dare credibilità all’attacco in maglia blu. Poi, un po’ a sorpresa, resta seduto in panchina tutto il terzo quarto, e coach Martellossi si ricorda di lui soltanto a metà ultimo quarto. Troppo tardi, perché questa “svista”, chiamiamola così, costa caro a Brescia. L’Upea prende definitivamente il largo e domina anche gli ultimi minuti di gioco, arrivando a quota 97 punti realizzati e facendo gioire anche due ragazzi del settore giovanile, De Lise e Bontempo, al loro esordio in Legadue.

E’ questa l’Orlandina che volevamo? Sì. E’ questa anche l’Orlandina che ci aspettiamo per il futuro prossimo, che la vedrà lontana dal PalaFantozzi per 3 giornate di fila (nel mezzo di queste partite anche una giornata di riposo). L’orgoglio e la voglia di vincere è ufficialmente tornata. O meglio, dei segnali di ripresa si erano già visti con la prima vittoria stagionale a Jesi, ma la sconfitta di Domenica scorsa con Trento aveva confermato ancora qualche perplessità riguardo soprattutto al gioco espresso in campo.

Stasera, invece, dobbiamo vedere soltanto le cose belle, possiamo solo pensare in positivo. Anche Passera è tornato a sedersi in panchina, forse per la prossima riusciremo a vederlo in campo. La scalata è appena iniziata!

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