A2 Gold – Dalmasson regala a Trieste i play off: domata al supplementare Ferentino

Trieste, Eugenio Dalmasson

Trieste dunque ce l’ha fatta, agguanta il post season dopo una partita che sintetizza in modo speculare l’intero campionato dei biancorossi: buon inizio, amnesia improvvisa e relativo affondamento negli abissi, poi rimonta ed emozionante punto a punto nel finale. Tante le

partite che hanno seguito questo canovaccio in questa stagione, con esiti alterni, rimonte che riuscivano, altre che si fermavano sulla sirena, altre ancora che materializzavano over time. Questa volta, dopo le gioie strozzate di Jesi e Biella, i cinque minuti supplementari hanno regalato a Trieste, al suo staff, ai suoi fans, alla città intera, l’happening dei play off, facendo toccare il punto più alto della decennale storia della Pallacanestro Trieste 2004.

 

Il risultato finale dice 92 a 105 per gli ospiti, dopo 45 minuti conditi da una miriade di emozioni. Ferentino, dopo aver rincorso quasi tutto la prima parte di partita, nel terzo quarto sembra poter prendere il volo arrivando a toccare anche gli 11 punti di vantaggio. Poi Trieste si aggrappa al suo immenso cuore e rimonta, rimonta, rimonta sino ad giungere nei minuti finali punto a punto. Nel convulso ultimo giro di lancette, le squadre sembrano fare a gara su chi regala la partita agli avversari e un fallo di Carra a due secondi dalla fine mette Ferentino nella condizioni di poter agguantare il supplementare. Supplementare, però, senza storia, Trieste ha più voglia di vincere a domina gli ulteriori 5 minuti di partita, i più importanti della sua stagione.

Per Trieste i trascinatori sono stati, come in quasi tutta la stagione, Holloway e Tonut, 30 punti ed 11 rimbalzi per il centro Usa triestino, 25 punti per il figlio d’arte, autore di un’inizio match incantevole. Ma Trieste è stata anche Carra con i suoi canestri nel finale, è stata anche Prandin con i suoi sprazzi in attacco, è stata anche Candussi con il suo prezioso contributo nell’area colorata, è stata anche Coronica con le sue carambole acchiappate sfidando la fisica e la logica. Un premio giusto al campionato di Trieste che acquista così un sapore più gustoso, impensabile ad inizio torneo, singolare per una squadra il cui cuore è avvolto da una canotta priva di nome, leggasi sponsor.

Ora l’aspetta Ferrara e probabilmente un’ incasso sostanzioso, utile a rimpolpare le asfittiche casse biancorosse. E chissà che questo successo sul campo non invogli qualche imprenditore ad aiutare una realtà che per certi aspetti dovrebbe essere d’esempio anche a tante situazioni al piano superiore.

Un plauso speciale va però a Dalmasson per aver saputo plasmare una squadra non propriamente adatta alla sua filosofia, per aver saputo gestire la personalità un po’ ondivaga di Holloway anche in momenti poco agevoli. Un valore aggiunto per il basket di vertice triestino, tanto che il suo nome merita di esser accumunato ad una delle varie ere della storia della Pallacanestro Trieste in generale: dopo l’istrionismo di Dado Lombardi, dopo la sfrontatezza del “normalmente scudetto” di Tanjevic, dopo l’utile realismo di Pancotto, la città giuliana applaude il pragmatismo silenzioso del tecnico veneto, poco incline a coniare slogan e spargere proclami, antipersonaggio per eccellenza il cui linguaggio si traduce nell’impronta che riesce a dare alle squadre da lui forgiate

Per quel che riguarda la squadra Ciociara, una sconfitta che non pregiudica quasi niente: la squadra è rimasta sesta, grazie al contemporaneo rovescio di Agrigento. Probabilmente la motivazione superiore dei Triestini ha causato questo stop ma ciò non dovrebbe allarmare più di tanto. Gramenzi ha mandato ben sei giocatori in doppia cifra, ha ben usato la panchina che ha dal canto suo regalato i contributi importanti di Pieric e Allodi. Putroppo ha dovuto soffrire della serata no di Biligha oggi più che mai sovrastato da Holloway. Anche Guarino, che di solito quando incontra Trieste vede rosso, si è espresso a livelli non entusiasmanti.

Fattostà che la squadra Ciociara si ritrova nella parte del tabellone in teoria meno impervia, potendo evitare Verona, se le cose andassero dal verso giusto, sino alla finale. Discorsi molto labili viste le regole dello sport , ma tant’è .

Ferentino è una squadra di grande esperienza, molto completa, ben allenata, pecca forse nella profondità della panchina, ma se fossimo una compagine che punta alla promozione, la prospettiva di incontrare Ferentino non ci lascerebbe troppo tranqulli.

 Per iniziare , Bucci e compagni dovranno vedersela con Recanati, poi se son rose fioriranno in fretta.

Per Trieste la festa inizierà giovedì, come già accennato, contro Ferrara dell’ex Benfatto. Sarebbe bello per i tifosi giuliani che la festa non finisca così presto ma non si può pretendere la luna da chi è appena andato nello spazio. Anche se l’appetito vien mangiando.

Tabellino finale:

FMC Ferentino – Pall. Trieste 2004 92-105 dts (21-23, 45-47, 72-65, 90-90)

FMC Ferentino: Guarino 2 (0/2 da tre), Starks 14 (6/14, 0/1), Allodi 12 (5/5), Bucci 13 (4/7, 1/4), Pierich 14 (2/5, 3/7), Jose’ Ghersetti 15 (4/5, 2/3), Martino 1 (0/1, 0/1), Stephane Biligha 5 (1/5), Okon 0 (0/1), Adbul Thomas 16 (5/7, 1/2). All. Gramenzi
Tiri Liberi: 17/23 – Rimbalzi: 30 25+5 (Allodi, Stephane Biligha 6) – Assist: 12 (Starks 6) – Cinque Falli: Allodi, Stephane Biligha

Pall. Trieste 2004: Coronica 4 (2/2), Tonut 25 (4/8, 4/9), Mastrangelo 3 (1/1 da tre), Grayson 8 (4/6, 0/3), Candussi 10 (2/3, 2/4), Carra 16 (3/4, 1/5), Marini, Holloway 30 (13/22), Prandin 9 (4/7) N.E.: Fossati.
Tiri Liberi: 17/27 – Rimbalzi: 38 26+12 (Holloway 11) – Assist: 11 (Holloway 4)

Parziali: 21-23, 24-24, 27-18, 18-25, 2-15

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